Banco S. Croce con Gabriella e Francesco

Trenta giorni sono trascorsi dall’ultimo tuffo. La voglia è tanta, tale da farmi sfidare un fortissimo  raffreddore (anche perché di solito a mare mi passa tutto). Lasciati da parte per qualche ora i lavori di ristrutturazione dell’appartamento, mi concedo una passeggiata mattutina a Castellammare di Stabia per immergermi con gli Amici degli Abissi. Qui trovo l’onnipresente Gabriella e Francesco Pazienza, appena arrivato da Cosenza. La giornata è magnifica, quasi primaverile, c’è solo un poco di vento da grecale che inizia a soffiare con maggiore intensità. Raggiungiamo il Banco di Santa Croce con il capiente barcone e ci ancoriamo prendendo il posto di un gommone che nel frattempo è andato via. Con me ho portato ancora la Nimar J2 con i due flash Inon Z240, dopo averla “scovata” tra gli scatoloni riposti nel garage.

La prima parte dell’immersione la trascorro a litigare con uno strano ed inspiegabile effetto “tendina” che mi appare sul fotogramma, eppure le regolazioni  sono quelle corrette … Non mi riesce quindi di scattare una degna foto a Gabriella che è intenta ad effettuare un selfie con la sua compatta, vicino alla Gerardia savaglia. Proseguo ed incontro Raffaele e Francesco che scattano alcune immagini alle uova di gattuccio, ma proseguo ormai disperato sul funzionamento anomalo della mia fotocamera. Nonostante le difficoltà tecniche, riesco a godermi la passeggiata attorno allo scoglio principale della secca, in un’acqua abbastanza limpida da farmi notare in lontananza una coppia di cernie che nuota qualche metro dinanzi a me. Quando ormai raggiungo la spugna gialla, provo a scattare ancora in totale automatismo ed è allora che mi accorgo che il cavo a fibra ottica che alimenta i due flash è staccato dalla sua sede. Ecco perché veniva illuminata sono una piccola area in alto del fotogramma! A questo punto comincia realmente la mia immersione; il Nitrox 32% mi consente di rimanere a fondo per altri 30′, in tempo per fotografare un enorme scorfano ed i tantissimi saraghi e donzelle che popolano il Banco di Santa Croce.

Rientriamo a terra dove è immancabile un ricco pasto a base di rustici e di buonissimi dolcetti calabresi al miele che spariscono poco dopo esser stati tirati fuori. Rientro con comodo a casa con l’auto ma sono veramente stremato; quando raggiungo il divano, colto dai brividi di freddo di uno stato febbrile,  cado in un sonno profondo per alcune ore, soddisfatto per la bella giornata trascorsa.

Unica nota negativa della giornata … non aver potuto fare una “dose piena” di azoto!