Grotta dell’Isca con Arturo

Finalmente, dopo una serie innumerevole di tentativi abortiti, riusciamo ad organizzare una spedizione “biologica” all’interno della Grotta dell’Isca. Con me oggi, mio fratello Arturo e la Prof.ssa universitaria Emma Ruggiero Taddei, paleontologa e studiosa di brachiopodi, piccoli organismi sessili che vivono all’interno delle grotte oscure.

Appuntamento alle 8:30 alla stazione di Sorrento, prelevo con l’auto la mia amica e passiamo a casa di mio padre dove c’è Arturo con la sua attrezzatura. Raggiungiamo il Camping Nettuno a Marina del Cantone, dove Michele, il padrone, ci organizza l’uscita in solitaria con una lancia in vetroresina. Raggiungiamo l’isolotto e ci tuffiamo, in cerca di un punto preciso della grotta dove era stato posizionato un riquadro che era stato posizionato venti anni fa. Al suo interno erano presenti alcuni esemplari di Neocrania anomala, che sono stati seguiti dagli studiosi per dieci anni, ma ormai ne sono trascorsi altrettanti dall’ultima spedizione.

Entriamo nella grotta ed esploriamo tutta la parete a 5 metri di profondità, dove era posizionato il reticolo, ma dopo oltre 60′ di ricerca, nessun risultato. Sulle pareti sono presenti tanti esemplari ormai morti di questi piccoli lofoforati, probabilmente a causa di variazioni della salinità dell’acqua. Desistiamo anche nel posizionare un nuovo riquadro, non riuscendo ad individuare individui viventi da monitorare nel tempo. Usciamo delusi dopo aver scattato qualche foto alla grotta, sempre bellissima da visitare.

Non resta che salutare la Prof.ssa ed accompagnarla alla circumvesuviana, per fare rientro a Napoli. Peccato, sarebbe stato bello riuscire a ritrovare il punto preciso.

Solo a casa, riguardando le foto, sulla stalattite con i “pomodori di mare” che scende in acqua, mi sembra di vedere qualche brachiopode ancora vivo … torneremo a fotografarli!