Varvara – Scoglio Dardanelli

Riprendiamo puntuali il workshop alle 9:00 e dopo la mattinata trascorsa concludere la sessione teorica e a visionare qualche foto scattata ieri, ci prepariamo di nuovo per andare in mare. Il meteo è ancora ventoso ed il mare agitato. Siamo costretti ancora una volta a ripiegare in un posto protetto dalle rocce, lo Scoglio Dardanelli a Varvara. Julian e Plamena ci salutano dopo pranzo perché impegnati lavorativamente per un matrimonio.

La discesa in spiaggia è leggermente difficoltosa lungo il pendio sterrato; lascia anche immaginare lo sforzo che dovremo fare per risalire di nuovo sulla collinetta dove abbiamo lasciato le auto. Il mare è calmo all’interno dell’area delimitata dagli scogli, mentre fuori c’è tanta onda. Ci tuffiamo in acqua bassissima tra le alghe onnipresenti sul fondo ciottoloso, raggiungiamo le rocce e usciamo all’esterno attraverso un passaggio tra i massi affioranti. Il luogo è ricco di labridi ed è ideale per la presenza dei singnatidi, chissà se ce ne sono da queste parti! L’acqua è abbastanza limpida, nonostante il moto ondoso e le tante alghe sospese in acqua. Subito si materializza davanti ai miei occhi un pesce ago che si muove sopra una distesa di alghe brune, mi catapulto verso di lui ed inizio a scattare, fin quando  lo perdo tra le alghe.  Proseguo scattando agli onnipresenti granchi, labridi e gamberi, mentre i gobidi non si lasciano facilmente fotografare. Quando ormai è quasi terminata l’immersione, con le onde che mi costringono ad aggrapparmi con le gambe agli scogli per restare fermo per fotografare alcune piccole attinie, una macchia gialla cattura la mia attenzione … un cavalluccio marino giallo è adagiato su un sasso, guardandolo bene mi accorgo che ha un solo occhio. Incredibile, il Mar Nero è in grado di regalare incredibili sorprese … chissà quante altre scoperte si possono fare in questo poco conosciuto specchio d’acqua! Rientrando a terra una bellissima bavosa sfinge fa capolino da un piccolo buco a pelo d’acqua. Sarei rimasto un’altra ora lì a fotografarla ma i miei amici sono già tutti fuori dell’acqua. Non resta che risalire con tutte le attrezzature lungo il pendio.

Terminata la vestizione i miei amici mi accompagnano a fare qualche acquisto di souvenir e poi mi portano a vedere il confine sud a Tzarevo, dove la costa turca è separata da un piccolo fiume da quella bulgara. Lo spettacolo è magnifico, posso dire di aver visitato il paese per intero da nord a sud!