2013-04-25 Vervece e Banco di Santa Croce

Giorno rosso sul calendario … ed anche il mio onomastico! L’ideale allora è festeggiare in mare!

Infatti questa mattina mi sono recato, come al solito, con lo scooter al porto di Sorrento, carico di bagagli come se dovessi partire per un viaggio. La borsa fotografica oggi è più grande, ho portato con me anche oblò ed obiettivo di ricambio, per poter decidere in funzione delle condizioni dell’acqua. Il cielo è velato ed il mare calmo, partiamo con la Ligeia alle 9:30 alla volta dello scoglio del Vervece. Siamo stranamente in pochi a bordo, una coppia di subacquei infatti ci attende in banchina al porto di Marina della Lobra. Passiamo a prenderli ed arriviamo allo scoglio. Angelo ci porta con la barca fin sotto la roccia dove saltiamo tutti insieme. Ho montato il 16 mm sulla mia Nikon D800 con l’intenzione di raggiungere l’Axinella cannabina che si trova a 48 mt sul versante Nord dello scoglio. L’acqua non è ottimale come invece sembrava dalla superficie. Inizio il tragitto, ma dopo un poco desisto. Rientro allora verso la parete fermandomi a fotografare un’aragosta tra alcune gorgonie gialle e bianche, poi risalgo verso la statua e vado in cerca dei barracuda. Li trovo in prossimità della superficie sul versante Sud, qualche scatto e proseguo in senso orario per raggiungere il gruppo. Non trovandoli, torno indietro sul pianoro a 12 mt dove incontro due polpi intenti a socializzare … solo il tempo del primo scatto, poi segue una inevitabile fuga.

A bordo della barca apprendo con dispiacere di essermi perso ancora una volta l’occasione di ammirare un Pesce San Pietro di giorno! Maledizione … ogni tanto è opportuno rimanere con il gruppo!

Rientriamo in porto per scaricare le bombole usate e riprendere quelle cariche, è in programma alle 12:30 una nuova uscita con destinazione Banco di Santa Croce. Nell’intervallo sostituisco il grandangolare con il 105 micro nikkor, ipotizzando acqua più sporca. Ripartiamo in orario godendoci il sole che ha fatto capolino tra le nuvole durante il trasferimento. Ormeggiamo alla boa e ci prepariamo. La visibilità sembra buona, per cui, già indossata la muta stagna, decido di rimontare il grandangolo. Mi tuffo mentre gli altri mi attendono sul cappello della secca. Iniziamo il giro ma l’acqua in profondità questa volta è peggiore di quella superficiale ed il sole è di nuovo rientrato dietro le nubi. Sotto di me tre grandi cernie volteggiano indisturbate, quando però la distanza tra me e loro si riduce troppo, decidono di guadagnare le loro sicure dimore. Raggiungo la Gerardia savaglia poi proseguo in direzione della grotta. Non ho molto tempo a disposizione dato l’azoto già accumulato. Un fugace passaggio nella grotta tra le gorgonie rosse e poi all’esterno in prossimità delle spugne presenti sulla parete. Decido così di rientrare verso la gomena di ormeggio, per la sosta di sicurezza, mentre attendo i miei compagni d’immersione riguardo qualche scatto sul display.

A casa inevitabile passaggio sul divano … (non ho più il fisico) … prima di uscire a festeggiare con la famiglia.