2013-04-03 Spiaggia Caterina

“Marco, l’acqua all’interno è buona, penso si possa andare stasera …”. L’sms finalmente rende possibile un incontro subacqueo che non accadeva da anni … un tuffo insieme al mio amico Fabio “Hyppo Hunter”. Prima di ritornare a Salò dopo le festività pasquali, Fabio ha il tempo di concedersi l’ultimo tuffo notturno in mia compagnia, nel “Regno dei Cavallucci Marini”.

L’attrezzatura è tutta pronta, mancano solo le bombole che vado a ritirare, poi vado all’appuntamento con il mio amico sotto casa a Sant’Agnello. La luminosità alle 19:30 è ancora troppo intensa, bisogna aspettare ancora un poco perché scenda l’oscurità totale, approfittiamo per fare due chiacchiere e guardare qualche sua foto al pc. Quando arriviamo al porto, una sorpresa scombina i nostri piani. L’acqua anche all’interno dello specchio d’acqua antistante la Spiaggia Caterina si è sporcata, trasportando con se una miriade di meduse Pelagia noctiluca. Sono ormai le 21:00 quando finalmente mettiamo i piedi in acqua. Speriamo di incontrare ancora una volta uno degli ippocampi che popolano questo specchio d’acqua, da lui fotografati nella precedente immersione con l’amico Raffaele. L’acqua è veramente sporca, con la sabbia che si solleva a causa del moto ondoso che peggiora la situazione. Ho montato lo snoot su uno dei due Inon Z240 per evitare la “neve” ed il Micro Nikkor 60mm sulla Nikon D800 nella rossa custodia Isotecnic. Fabio inizia la caccia ed io lo seguo senza perderlo di vista.  Tra i granchi ed i paguri all’improvviso appare un pesce prete, completamente sepolto nella sabbia. Dopo averlo fotografato me lo lascia gentilmente. L’esemplare è di piccole dimensioni e non mi riesce di fotografarlo come desiderato. Proseguiamo in cerca di altri soggetti in pochi metri d’acqua. Ogni tanto perdo il contatto visivo con Fabio, ma poco dopo ci ricongiungiamo; 120 minuti trascorrono inesorabili e la nostra ricerca sembra vana, finalmente la torcia si muove frenetica nel buio della notte …Fabio mi segnala un gruppo di spirografi su un sasso … è lì, il nostro “soggetto”, con la coda arrotolata alla base dell’anellide. Inizio a scattare ma dopo poco chiedo al mio compagno di aiutarmi a direzionare lo snoot sulla testa dell’ippocampo. Fabio lascia la sua fotocamera sul fondo e inizia a posizionare la luce, come indicatogli, alle spalle del soggetto. Successivamente gli chiedo di utilizzare la torcia per ottenere un effetto ancora più marcato. Le sollecitazioni luminose dei flash ovviamente disturbano il pesciolino che si stacca dal fondo in cerca di un posto più tranquillo. L’inseguo fino ad arrivare quasi a pelo d’acqua, provo a catturarne il riflesso sull’acqua ma qui le condizioni di visibilità sono pessime e le foto sono inutilizzabili. Gli ultimi scatti sono dedicati ad un altro pesce prete sepolto nella sabbia, praticamente indistinguibile dal fondo. Questa volta è leggermente più grande, faccio uno scatto ma subito lo perdo di vista. Occasione sprecata ancora …

Uscito dall’acqua vedo Fabio avvicinarsi anche lui alla spiaggia, quando toglie la maschera e l’erogatore, il suo labbro è gonfio a causa della puntura di una medusa! Mi racconta però di un ennesimo incontro fortunato, un piccolissimo pesce serpente di cui mi mostra uno scatto del solo muso visibile. Sono ormai le 23:45 quando finalmente riponiamo le attrezzature in auto. Lo riporto sotto casa e ci fermiamo a parlare ancora nella piazzetta vicino alla fontana, fin quando, decido che è l’ora di andare a sciacquare le attrezzature ed andare a dormire!