2012-09-29 Vervece

L’intenso scirocco “incendia” questo sabato mattina al pari di un giorno di fine luglio, rendendo il mare sotto costa calmissimo. Oggi ho prenotato la mia immersione al Vervece con il Punta Campanella Diving Center di Massa Lubrense, degli Amici Eduardo, Gianluigi e Rosy. Sarà mio compagno d’immersione un caro vecchio amico e grande fotografo, Enzo Troisi di Salerno, con cui ci siamo sentiti in settimana per organizzarci … Con largo anticipo raggiungo la Marina della Lobra con il mio scooter, in attesa dei restanti componenti della spedizione. In banchina incontro anche altri amici subacquei intenti ad uscire con il loro gozzo sorrentino. Quando tutta l’attrezzatura è pronta, saltiamo sul gommone e ci dirigiamo allo Scoglio del Vervece. Con Enzo abbiamo deciso di tentare una immersione sul relitto, sperando di trovarlo … Dopo aver sistemato un pallone sul punto presunto, ci immergiamo per primi, mentre il resto del gruppo si immergerà sulle gorgonie rosse. Qui al largo il vento intenso comincia ad increspare il mare e a generare una forte corrente che porta verso il largo, ma che ci aiuterà in immersione a raggiungere lo scoglio senza fatica. L’acqua in superficie è torbida, ma sotto i 20 metri migliora. Ci allontaniamo dal segnale per circa venti metri in ogni direzione, siamo finiti su un fondale sabbioso misto a roccia, il relitto non dovrebbe essere distante, ma ahimè non riusciamo a scorgerlo. Decidiamo quindi di rientrare subito in direzione del Vervece, passando per il Viale delle Gorgonie Gialle. Era tanto che non mi tuffavo da questo lato, approfitto per fare qualche scatto con il 16 mm. Quattro grosse cernie si lasciano avvicinare tranquillamente, ma l’ottica grandangolare montata non mi consente di fotografarle a dovere. Risaliamo verso la parete e raggiungiamo la Madonnina, qui affido la mia Isotta D800 ad Enzo per fargliela provare. Poso anche l’altra fotocamera e mi improvviso modello! La decompressione la effettuiamo sulle pareti ormai distrutte dai datterai, dedicando la nostra attenzione ad una numerosa famiglia di Apogon imberbis, che è da anni stanziale sotto uno scoglio a poca distanza dalla statua.

Una volta a terra sciacquo comodamente le attrezzature e fuggo via salutando tutti per andare a casa a pranzo con le mie donne. Dopo pranzo, in attesa che salga il caffè nella moca, sistemo la fotocamera nell’acqua dolce per un nuovo lavaggio e … mi accorgo di aver dimenticato al diving il mio computer subacqueo Aladin 2G! Provo a telefonare ma non risponde nessuno, sono di nuovo in acqua … lascio un messaggio su facebook, ma poi decido di tornare a Massa Lubrense per andare a cercarlo. Fortunatamente il computer è lì, non resta che consumare al bar con gli amici Eduardo e Gianluigi, il caffè che mancava per concludere la bella giornata di mare!