Ore 9:30 al porto di Sorrento, insieme alle figlie Lorenza e Lidia, attendo in banchina i miei genitori. Anche oggi si esce per fare immersione, direzione Cala di Mitigliano, uno dei migliori siti della zona dove fare un allenamento per il Safari Fotografico Subacqueo. Il cielo è limpido ed il mare calmo. L’acqua nel porto è cristallina, speriamo lo sia anche nella baia. La navigazione procede tranquilla … molte imbarcazioni sono ancora in porto … infatti arriviamo a Mitigliano quasi per primi …c’è un gommone rosso. Appena entriamo nella baia il natante si mette in movimento e punta dritto verso di noi! E’ l’amico di famiglia Virgilio, famoso ed irriducibile sub della zona che rientrando in porto passa a salutarci!
Dopo aver fatto un bagnetto con le mie bimbe, sono pronto ad una lunga esplorazione. L’acqua è limpida, subito vedo una donzella intenta alle “cure di bellezza presso il centro estetico”, saraghi fasciati e castagnole sono abbondantissimi, tra i ciuffi di posidonia tanti i labridi, una piccola tanuta ed i saraghi sparaglioni. Sulla sabbia, ghiozzi, triglie ma niente pesce lucertola nè sogliola e tracina … finalmente un piccolo pagro, poi perchie, boghe, occhiate, e via via, cefali, saraghi maggiori e pizzuti, dopo oltre 100 minuti mi dirigo nella zona più rocciosa a ridosso della montagna dove gli Apogon danzano in coppia all’ingresso di ogni piccolo anfratto, pronti per l’accoppiamento. Qui approfitto per fare qualche scatto in macro, serpule e protule, poi un polpo nella sua tana, intento a mangiare un grosso sarago morto, spaventato si allontana in un angolino più tranquillo.
Infine, rientrando verso il largo dov’è ormeggiata la barca, mi imbatto in un’aguglia ed in una piccola medusa con i suoi piccolissimi sugarelli simbionti. Proprio una bella giornata di mare, conclusa con un abbondante spuntino per tutta la famiglia Gargiulo e …. oltre.
Posted 1 year, 9 months ago at 23:23. Add a comment
Anche oggi ho bagnato la muta … ma stavolta solo per raccogliere qualcosina per l’acquario. Appuntamento con papà, mio fratello Arturo e mio nipote Enrico jr al porto alle ore 9:00. Lo scooter oggi è carico più del solito perchè ho con me anche la bombola e … la piccola Lidia, desiderosa di vedere il suo papà con la muta da sub!
Il cielo è coperto, ma appena siamo sul punto d’immersione, sotto la parete della Punta del Capo di Sorrento, fuoriesce dalle nuvole un bellissimo sole che ci accompagnerà per tutta la mattinata. L’acqua è sporca in superficie, ma scendendo sui -20 mt si schiarisce notevolmente. Passeggio sul fondo roccioso in cerca di qualche sasso particolare da inserire in vasca a casa da papà e poi mi sposto su quello fango-sabbioso, alla ricerca di un bel cerianto. Durante una quarantina di minuti in giro ho scovato numerose piccole murene fare capolino dalle strette fenditure. Risalgo soddisfatto e ci dirigiamo “all’isola che non c’è” (lo stabilimento balneare dell’associazione AmareMare così denominato dai miei nipotini). Qui finalmente ci concediamo un bagnetto familiare nell’acqua sempre cristallina presente al di là della scogliera dello stabilimento. Saliamo sullo stabilimento dove incontriamo Luigi ed altri bambini, intenti a pescare i gamberetti tra le rocce della scogliera …. guardando nel loro secchio, mi accorgo di uno strano gamberetto dalle enormi chele, che ho visto solo raramente e non ho mai fotografato in vita mia. Mi sono fatto coraggio, l’ho chiesto ed ho raggiunto il mio scopo (portarlo a casa mia), dopo averli aiutati a prenderne decine di altri gamberi “normali”. Rientrati in porto siamo risaliti a casa di papà per sistemare i sassi ed il cerianto marrone prelevato e finalmente ci siamo goduti un buon pasto. Solo a casa, ancora nel secchio, prima di inserirlo in vasca, scatto qualche immagine al crostaceo, per poi mettermi alla ricerca sui libri di biologia marina al fine di identificarlo.
Posted 1 year, 9 months ago at 18:04. Add a comment
“si si, l’abbiamo trovata!” Mike e Mariangela finalmente riemergono dopo aver individuato la boa sommersa del banco. Sono le ore 21:00 a bordo di Ligeia, quando una corale esultanza accoglie la buona notizia. Avevamo temuto fortemente di dover cambiare meta per l’immersione, a causa della scarsa visibilità notturna e di un ecoscandaglio bizzoso …. dopo una lunga ricerca ci siamo e siamo pronti a tuffarci.
La giornata era cominciata presto al mattino con un’uscita familiare in barca; rientrato a casa ho preparato torcia e fotocamera e mi sono rilassato un po in attesa dell’appuntamento serale, desideroso di un’immersione “extrastrong” come ad esempio il Banco di Santa Croce. Speriamo che la compagnia sia adeguata ed il meteo pure … consulteremo il comandante …. Al porto arrivo come sempre in leggero anticipo, dopo aver recuperato l’attrezzatura dal garage. La serata è splendida ed il mare leggermente mosso dal vento. Attendiamo l’arrivo dei sub e scopro con immenso piacere che oggi ci saranno anche gli amici “esperti” Tonino, Mike e Michela. “Allora dove volete andare?” chiede Mariangela al gruppo … e noi “al Banco di Santa Croce!” Ok, sbrighiamoci allora, per arrivare sul posto con ancora visibilità per i segnali ….
Appena tuffati avvertiamo il calore superficiale dell’acqua che è però abbastanza torbida in superficie, eppure nel golfo in questi giorni l’acqua è davvero stupenda! Sicuramente sotto sarà migliore, come sempre …. ed infatti la discesa del gruppo lungo la catena mostra l’approssimarsi del fondo in modo sempre più chiaro. Siamo al di sopra della grotta passante per lo scoglio, prima di entrare scatto una foto ad una sabella ma …. le prime foto sono molto sovraesposte, controllo sul display e mi accorgo di aver lasciato il diaframma tutto aperto …. correggo e proseguo verso il basso quando mi imbatto nei primi due, di una lunga serie, di scorfani enormi! Il mio compagno Tonino mi mostra nella spaccata della grotta un grosso gronco che si nasconde in tana. Entriamo per ultimi nell’antro e subito tra le rosse gorgonie vedo in basso un’aragosta di notevoli dimensioni; ammiriamo i ventagli rossi stagliarsi nel nero ed i rosei anthias addormentati tra i rami, fuoriusciamo seguendo il consueto percorso mantenendo la parete alla nostra destra.
Scorfani, spirografi bianchi e multicolori, spugne e gamberetti sono ovunque! Gli Stenopus sono fuori delle tane in caccia ma pronti a ritrarsi al riparo, spaventati dai fasci luminosi delle nostre lampade. Due cipree ed ancora una piccola aragosta, tantissime le uova di gattuccio. Un giro completo è stato effettuato e ne eseguiamo un altro risalendo verso la superficie, qui le pareti sono adesso completamente gialle ricoperte dalle margherite di mare con i polipi completamente estroflessi. Prima di risalire un trio di scorfani proprio sotto la catena che ci guiderà in superficie e ci accompagnerà per gli oltre dieci minuti di decompressione! A bordo della Ligeia, i racconti entusiastici si susseguono durante tutto il cammino che ci divide dal porto … Oramai disteso nel letto, stento a prender sonno abbagliato dai mille colori che riesce a donare ” ‘o caveraruso“!
Posted 1 year, 9 months ago at 23:30. Add a comment