22 agosto 2010 Banco di Santa Croce

Stamane sveglia alle 6:30, motorino pronto e carico alle ore 7:00 … alle ore 7:45 sono già arrivato a destinazione … prendo il telefono e … “Raffaele, ma a che ora arrivate? Io sono all’ingresso del Bikini, sono in … leggero anticipo” e Raffaele che mi risponde … dall’oltretomba: … “Sto arrivando, tra qualche minuto sono lì“. All’appuntamento alle ore 8:00 si presentano puntualissimi prima Pasquale e poi Raffaele, qualche attimo dopo l’amico Pietro, sceso da Roma per il weekend. E’ proprio per godere della sua compagnia che oggi mi sono “allungato” fino a Vico Equense con il motorino. La giornata è splendida, il mare calmo, anche se inizia a montare un leggero vento da est. Ci prepariamo sul tavolato dell’attrezzatissimo Diving, fotocamere e flash sono ormai pronti, impazienti saltiamo a bordo del gommone diretti al Banco di Santa Croce. In acqua con noi tutto lo staff del Bikini Diving, con Pasquale, Luca e Giovanni diretti con il loro gruppo alla “Secca di Terra”, muniti anche di qualche leccornia per un grosso gronco che li attende a -35mt. Io, Pietro e Raffele, armati di fotocamere siamo diretti alla “Secca Principale” dove ci attende … la gerardia! Scendiamo subito in profondità ed inizio a scattare qualche foto sui gialli rami mentre Raffaele è impegnato a ritrarre uno scorfano enorme. Lascio campo libero a Pietro e mi avvicino per fotografarlo anche io ma proprio nell’istante dell’ultimo flash di Raffaele, il grosso pinnuto decide di infilarsi in una stretta fessura. Proseguiamo il giro della secca soffermandoci su paramuricee, spirografi e spugne gialle che ricoprono totalmente lo scoglio. Ad un tratto, alzando gli occhi al cielo durante una foto panoramica in controluce … ecco svelarsi l’altra ricchezza segreta del Banco: un branco di dentici e saraghi staziona sul cappello della secca, mi avviccino lentamente per non disturbarli ed ecco venir fuori quattro cernie che mi guardano arrivare al loro cospetto. Peccato per  l’ottica super grandangolare montata sulla mia fotocamera, forse Pietro con il suo zoom riuscirà a fare di meglio. Mi giro e lo vado a chiamare, Raffaele invece, attardatosi su una coppia di enormi spirografi, arriva con ritardo ma ancora in tempo per ammirare lo spettacolo. Terminiamo l’immersione con una lunga decompressione ma con gli occhi abbagliati da tale splendore, approfittiamo allora per scattare qualche foto ricordo. Ormai sbarcati a terra godiamo del bel sole e del venticello che rinfresca questa torrida giornata, sbirciando all’interno dei display delle nostre macchine fotografiche per guardare il risultato del nostro “lavoro”. Una giornata al Banco di Santa Croce è sempre spettacolare, ma con la compagnia di tanti cari amici ancora di più!