10 agosto 2010 Punta del Capo

Anche oggi ho bagnato la muta … ma stavolta solo per raccogliere qualcosina per l’acquario. Appuntamento con papà, mio fratello Arturo e mio nipote Enrico jr al porto alle ore 9:00. Lo scooter oggi è carico più del solito perchè ho con me anche la bombola e … la piccola Lidia, desiderosa di vedere il suo papà con la muta da sub!

Il cielo è coperto, ma appena siamo sul punto d’immersione, sotto la parete della Punta del Capo di Sorrento, fuoriesce dalle nuvole un bellissimo sole che ci accompagnerà per tutta la mattinata. L’acqua è sporca in superficie, ma scendendo sui -20 mt si schiarisce notevolmente. Passeggio sul fondo roccioso in cerca di qualche sasso particolare da inserire in vasca a casa da papà e poi mi sposto su quello fango-sabbioso, alla ricerca di un bel cerianto. Durante una quarantina di minuti in giro ho scovato numerose piccole murene fare capolino dalle strette fenditure. Risalgo soddisfatto e ci dirigiamo “all’isola che non c’è” (lo stabilimento balneare dell’associazione AmareMare così denominato dai miei nipotini). Qui finalmente ci concediamo un bagnetto familiare nell’acqua sempre cristallina presente al di là della scogliera dello stabilimento. Saliamo sullo stabilimento dove incontriamo Luigi ed altri bambini, intenti a pescare i gamberetti tra le rocce della scogliera …. guardando nel loro secchio, mi accorgo di uno strano gamberetto dalle enormi chele, che ho visto solo raramente e non ho mai fotografato in vita mia. Mi sono fatto coraggio, l’ho chiesto ed  ho raggiunto il mio scopo (portarlo a casa mia), dopo averli aiutati a prenderne decine di altri gamberi “normali”. Rientrati in porto siamo risaliti a casa di papà per sistemare i sassi ed il cerianto marrone prelevato e finalmente ci siamo goduti un buon pasto. Solo a casa, ancora nel secchio, prima di inserirlo in vasca, scatto qualche immagine al crostaceo, per poi mettermi alla ricerca sui libri di biologia marina al fine di identificarlo.