19 giugno 2010 Riva di Traiano

“Mamma, sto arrivando, scendi e fatti trovare davanti all’hotel Plaza” … qualche attimo dopo, siamo in partenza per Riva di Traiano, sono le ore 3:10 di sabato …. Il viaggio procede spedito grazie alla strada libera delle ore notturne, dopo una breve sosta per un cornetto ed un caffè, raggiungiamo la meta alle 6:45 dopo aver visto sorgere il sole lungo la costa laziale.

Siamo i primi ad arrivare, scarichiamo in banchina le attrezzature, poi sistemiamo l’auto al parcheggio, attendendo … l’arrivo del giudice di gara, degli organizzatori e dei concorrenti. La levataccia è giustificata dalla partecipazione ad una gara selettiva valevole per la qualificazione al Campionato Italiano di Fotografia Subacquea del 2011. Provvedo alla fase di iscrizione mentre tutti gli altri sedici partecipanti arrivano al porto. Alle 8:00 siamo già tutti nei gommoni per andare sul campo gara, il mare è mosso da onda lunga, il cielo coperto a tratti ed è previsto un peggioramento delle condizioni meteo-marine verso le 12:00. Ormeggiamo e alle 8:20 inizia la gara, quattro ore a disposizione per effettuare un massimo di 50 scatti, alternando l’obiettivo macro a quello grandangolare.

Durante tutta la preparazione della gara, ero indeciso sull’ottica da montare all’inizio e cosa usare per la macro. Viste le previsioni in peggioramento decido di montare subito il grandangolo per sfruttare il sole prima che sia coperto del tutto. Deciderò al momento del cambio, dopo aver visto le condizioni dell’acqua, se montare il 60 mm i il 105 mm.

L’acqua è molto sporca e l’onda muove sotto i miei occhi le foglie di posidonia, non è proprio il massimo per gareggiare …. spero solo di non soffrire il mal di mare! Sono in compagnia di Stefano Proakis, l’organizzatore della gara, tra i favoriti della stessa, insieme agli altri tre ex campioni italiani della specialità (Silvia Boccato, Luigi Cianci, Claudio Zori), mi conduce, dopo un’estenuante nuotata contro corrente, verso la riva, dove l’acqua è più bassa, circa -6 mt di fondale. Sorprendentemente, nonostante l’intenso moto ondoso, qui l’acqua è leggermente più limpida ed il sole più vicino ai nostri obiettivi supergrandangolari. Trovo un angoletto con una bella spugna rossa ed inizio a “comporre” lo scatto desiderato.  Stefano è a pochi metri da me, alle prese con la sua modella. Peccato non avere con me in acqua la mia mamma, sarebbe stato prezioso il suo contributo in acqua! Soddisfatto del risultato, riguadagno il gommone per cambiare l’ottica e montare l’obiettivo macro.

Viste le condizioni non ho dubbi e monto il 60 mm, sarò costretto ad avvicinarmi maggiormente, ma avrò meno acqua sporca davanti all’obiettivo. Questa volta vado verso il largo, in cerca di qualche soggetto interessante. Il fondale è molto spoglio e qui le condizioni dell’acqua sono addirittura peggiori a causa della sabbia che si solleva dal fondo. Trovo una piccola parete dove fotografo alcune margherite di mare, ma molto piccole e poco estroflesse, poi uno scorfanetto ed infine una bella protula e poco altro. Sono in cerca di una bella bavosa ma niente …. quando ormai ho solo 20 bar nelle mie bombole, vedo una bavosa ruggine che è proprio ciò che desideravo. Il pesciolinio però è sicuramente disturbato dal moto ondoso e non collabora come accade normalmente. Non riesco nell’intento ed ormai a corto di aria risalgo in superficie. Qui trascorro più di trenta minuti appeso al gommone intento allo scarto delle foto da consegnare con oltre 75 foto da visionare attentamente. Stremato e disturbato dal moto ondoso, finalmente guadagno la superfice e mi sdraio sul tubolare del gommone per riprendermi dalla nausea.

Rientrati a terra, dopo un ricco pasto, attendiamo le 14:30 per la scelta delle tre foto da presentare alla giuria. La scelta della foto ambiente è lunga, ci sono alcuni scatti buoni, alla fine decidiamo per uno scatto con delle alghe rosse in primo piano ed una roccia ricoperta da una spugna arancione che si staglia nell’azzurro. La scelta delle altre due foto è più rapida, seleziono l’immagine in primissimo piano della testa dello scorfano ed una protula bianca dal movimento flessuoso. Consegnamo e subito ci rimettiamo in cammino per Sorrento. Il viaggio procede tra mille scambi d’opinione e valutazioni sulla condotta di gara e sulle foto scelte, in attesa di una telefonata riguardante il risultato della competizione.  In tarda serata, pronto a distendermi sul letto dopo la lunga e stancante giornata, giunge l’atteso responso, estremamente positivo e gradito: 2° classificato dietro l’amico Stefano Proakis!