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… 38,5 … 37,9 … 38,8 … 36,5 …… il weekend trascorre a controllare le temperature … alle mie bambine!
Eppure il meteo era ideale per un’uscita in mare; la primavera sembra finalmente arrivata, il sole splende riscaldando le giornate.
Anche oggi il meteo è particolarmente favorevole, in mare c’è calma assoluta, nemmeno un’alito di vento ne smuove la superficie, la temperatura confortevole invita ad abbandonare il giaccone in auto durante la mia giornata lavorativa. Sarebbe proprio l’ideale poter concludere il tutto con un bel tuffo serale, vediamo stasera la situazione familiare al rientro e poi si vedrà.
Accolgo con piacere che la situazione domestica è ormai tranquilla e finalmente telefono al mio papà Enrico che all’istante mi conferma la sua adesione <<… e a proposito, fatti dare da mamma una serie di chiavi a brugola per smontare il rubinetto della bombola perchè ho portato l’erogatore con l’attacco DIN>>. Alle 20:00 passo a prenderlo sotto casa e ci dirigiamo al posto d’immersione. Prendo le brugole per montare la bombola e mi accorgo che manca proprio quella della misura necessaria! Maledizione …. qualche attimo di panico, poi risaliamo verso l’ospedale, nei cui pressi c’è il punto di ricarica bombole dell’amico Lello che ci risolve il problema. Subito giù in spiaggia dove mi vesto velocemente e mi tuffo nell’acqua bassissima per la marea calante.
L’acqua è fredda ma non come la volta precedente, ma sporca ancora. Mi dirigo rapidamente verso il largo e verso destra alla ricerca di una migliore visibilità, sorvolando velocemente sul fondale fangoso alla ricerca di qualcosa di insolito. Una seppia mimetizzata sul fondo si lascia avvicinare e fotografare per poi sfrecciare lontano dopo aver spruzzato una bella nuvola d’inchiostro. qualche menola, un piccolo polpo fuori tana ed un gambero meccanico privo delle sue enormi chele. Poi improvvisamente due gasteropodi Phallium granulatum sulla sabbia. Disturbati si allontanano in direzioni opposte, il più grande dei due riprende a sotterrarsi fino a scomparire sotto la sabbia, l’altro invece striscia veloce alla ricerca di un posto più tranquillo. Un grosso paguro con le sue attinie, alcuni cerianti e qualche Apogon, fino ad arrivare alla prateria di Posidonia oceanica. Mi sono allontanato molto anche se con poco successo, decido di rientrare sperando in qualche incontro fortunato … la lampada che fende il buio ma ahimè nulla si concretizza sotto la lente della mia fotocamera, fin sotto alla banchina dove mi imbatto in qualcosa di veramente HOT lanciato in mare.
Ancora una serata “magra” ma come tutte le precedenti, sempre emozionante e rilassante!
Posted 1 year, 10 months ago at 23:45. Add a comment
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L’attezzatura subacquea è pronta da settimane in attesa di uno spiraglio meteo-marino …. Oggi finalmente, un bel sole primaverile scalda la giornata, … stasera si va a mareeee!
Rientrato a casa al termine di una proficua giornata lavorativa, una rapida controllata alla fotocamera per evitare infiltrazioni d’acque e … via al garage e poi a recuperare papà che mi farà compagnia.
Il borgo della Marina Grande di Sorrento è frequentato in questo periodo solo dai pochi irriducibili pescatori locali che attendono sul molo, la “toccata” di una bella seppia o di un calamaro. Il mare è calmo, anche se residua una leggera risacca. L’acqua, freddissima e molto torbida, presenta sulla superficie migliaia di meduse Pelagia noctiluca, spinte a riva dal vento e dalle correnti dei giorni scorsi.
Mi immergo “insolitamente” subito sotto la scaletta di pietra, senza effettuare il classico tragitto in superficie per allontanarmi dalla banchina, il rischio di un’incontro ravvicinato con i temibili tentacoli, impone tale decisione. Scendo rapidamente verso i -15 m. sperando in qualche incontro fortunato.
Nel buio un riflesso argenteo colpisce la mia attenzione, è un esemplare di Pagellus acarne che, inizialmente attirato dalla mia luce, si avvicina per poi guizzare lontano nel nero della notte. Proseguo ed incontro una piccola Alicia mirabilis, ma le condizioni dell’acqua pessime penalizzano fortemente il risultato fotografico per cui mi allontano prontamente. Su di una roccia un ormai raro Cymatium parthenopaeum e poco più avanti un Cymatium cutaceum, ancora più raro. All’interno di una enorme busta di plastica gialla che giace sul fondo, un piccolo sarago sparaglione si lascia fotografare agevolmente. Un Tordo pavone in livrea nuziale riposa adagiato ad una roccia, mentre sui ciottoli striscia velocemente un’orecchia di mare in cerca di un nascondiglio sicuro. Un granchio rosso staziona sotto una roccia ed un piccolo polpo in agguato notturno al di fuori della sua tana. Il freddo si inizia a sentire nonostante la muta stagna, così comincio a rientrare verso la base. Un paguro è prossimo al trasloco in una lucida e spaziosa conchiglia; sotto la banchina, alcuni piccoli cefali, poi un ghiozzo testone che si nasconde in una profonda fessura, in cui albergano anche una Galatea squamifera, un gambero vinaio ed una coppia di granchi “tropicali” della specie Percnon gibbesi.
Ad attendermi pazientemente in banchina, intento ad ascoltare piacevoli storie ed aneddoti marinari dagli anziani pescatori del borgo, il mio mitico papà, in cuor suo bramoso di immergersi come nel recente passato in mia compagnia ….
Posted 1 year, 11 months ago at 23:30. Add a comment