06 settembre 2009 Vervece

Sveglia ore 6:15, ore 6:45 sotto casa di papà dove mi aspetta anche Arturo e mio nipote Enrico. Alle 7:15 siamo già in navigazione verso lo Scoglio del Vervece. Oggi infatti, è la prima domenica di settembre, da oltre trent’anni, ogni anno, si svolge la Festa della Madonnina del Vervece, protettrice dei sub. In tale occasione è possibile, previo accreditamento presso l’AMP Punta Campanella, immergersi liberamente nelle acque dello scoglio, zona A della riserva marina. E’ per questo motivo che ci siamo mossi così presto al mattino per raggiungere la nostra meta d’immersione. Il mare è leggermente mosso e man mano che ci dirigiamo verso la Punta del Capo di Sorrento per doppiarla, ci accorgiamo che il movimento ondoso è intenso, ma non ci impedisce di raggiungere lo scoglio. Comincia a montare anche un pò di vento di grecale che sicuramente, col passere delle ore, aumenterà d’intensità. Appena Arturo è pronto con la sua fotocamera tra le mani, con una capovolta ci tuffiamo tra le onde all’altezza della punta Nord dello scoglio e subito scendiamo in profondità per alleviare il disturbo causato dal moto ondoso. L’acqua è limpida grazie anche alla leggera corrente che inizia a montare. Subito un grande branco di barracuda si lascia avvicinare, ma non sono tranquilli come al solito. In giro c’è tantissimo pesce azzurro che sfreccia di qua e di la per sfuggire ai tonnetti che guizzano tra di essi per catturarli. Una bella murena, salpe e tanti saraghi. Uno spettacolo, peccato che il fondale sia ricoperto, così come le gorgonie, di tanta mucillagine! Raggiungiamo  i -40 mt cercando alcune paramuricee libere dalle alghe e ci fermiamo qualche minuto con una famigliola di Anthias che si ripara al di sotto dei rossi rami. Una perchia enorme si para avanti ai nostri obiettivi quasi per strappare un primo piano, mentre le timide cernie, si lasciano osservare solo di lontano. Ne conteremo ben sei, tutte tra i due ed i cinque kg. In questa zona le gorgonie sono più pulite ed è possibile fare qualche altro scatto. All’ingresso di ogni anfratto staziona una famiglia numerosa di Apogon imberbis mentre salpe e saraghi continuano la loro incessante ricerca di cibo. Raggiungiamo, al termine del giro dello scoglio, la statua della Madonna ripulita perfettamente per l’occasione. Mentre Arturo scatta qualche immagine alle sue spalle ancora una volta le alici fuggono per evitare le fauci dei tonnetti, provo a fotografarli ma l’impresa è impossibile tale è la loro velocità! Infine a pochi metri, durante la deco, sbattottati dal moto ondoso, un piccolo polpo si nasconde per evitare incontri pericolosi. Il rientro in porto è lento e … bagnato: gli schizzi d’acqua sollevata dal vento ci colpiscono abbondantemente, mentre Enrico jr, avvolto nel telo-mare, si nasconde dietro il parabrezza! Appena possibile, avviso telefonicamente l’amica Mariangela delle proibitive condizioni meteomarine, sconsigliandole di portare i suoi giovanissimi allievi, compresa Lorenza, a visitare la statua sommersa della Vergine.