Marco Gargiulo

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27 settembre 2009 Capri

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ok, Ernesto, allora ci vediamo alle 11:00 al Capo di Sorrento“.

Dopo il tentativo di ieri fallito a causa del vento teso che agitava il mare, oggi riesco ad uscire con l’amico Ernesto che voleva compagnia per provare la nuova attrezzatura appena acquistata. La giornata è soleggiata ma residua ancora un leggero vento di grecale. Usciamo dal porto di Marina della Lobra a  Massa Lubrense e ci dirigiamo alla volta di Capri per fare immersione. La navigazione a bordo del magnifico Century azzurro è veloce e confortevole, ma all’approssimarci presso la Punta Campanella, comincia a montare un vento da Sud-Ovest che disturba la nostra navigazione e che ci impedirà di immergerci ai Faraglioni o alla Punta Carena come preventivato. Approfittiamo per effettuare un giro panoramico dell’isola fino a trovare una insenatura riparata dal vento dove poter ancorare ed immergerci con tranquillità.

L’acqua è limpida tanto da mostrare il fondo dalla superficie fino ad oltre 30 metri di profondità. Ci immergiamo ma subito la fotocamera si spegne con le batterie ko! Poco male, Ernesto ha la sua canon appesa al Gav. Controllata la tenuta dell’ancora iniziamo a scendere e raggiungiamo uno sperone roccioso dove tra le castagnole rosa in un buchino fuoriescono le piccole antenne di una mini aragosta. Proseguiamo ed incontriamo alcune stelle cuscinetto ed altre due aragoste più grandi. Dall’alto poi scorgiamo un’ancora di traghetto priva della catena, adagiata sul fondo sabbioso. Risaliamo e ci imbattiamo in un’altra aragostina per poi trattenerci a pochi metri per la lunga decompressione che ci attende. Qui alcuni scorfani sono a caccia delle neonate castagnole nere che entrano ed escono freneticamente dai buchi della roccia ricoperta da molte colonie di Astroides.

Al ritorno ci attende una lunga traversata con il mare ed il vento che soffiano intensi sulla nostra prua, ma in queste condizioni Ernesto e la sua Century esprimono tutte le loro eccellenti doti nautiche, riportandoci rapidamente sotto costa dove il mare è un’olio! A questo punto approfittiamo delle condizioni del mare per fare anche un test di velocità!

 

Posted 2 years, 4 months ago at 21:02.

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19 settembre 2009 Vervece con Lorenza

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… risalito in superficie guardo verso la barca e vedo Lorenza ed i suoi compagni già in acqua pronti ad immergersi. Lory è sorpresa nel vedere i saraghi sfrecciare a così breve distanza dalle sue pinne nell’acqua limpida e … si vede anche la Madonnina! Scendiamo tutti insieme ed approfittiamo per scattare alcune foto ricordo vicino alla statua, mi sembra un sogno e immagino che lo sia anche per la mia bambina!

Proseguiamo e Lorenza mi mostra una murena sorpresa a caccia fuori della sua tana, la fotografiamo e poi scompare all’istante. Poi guardiamo sotto una spaccatura una famiglia di rossi Apogon. A questo punto giunge il momento di separarci, loro cominciamo a scendere oltre i -12 mt fino a circa -16/18 mt ed io li saluto seguendoli quasi dalla superficie, a causa delle poche atmosfere residue dalla precedente immersione. Effettuo il giro sorvegliando i loro movimenti dall’alto fino a quando non sono costretto ad uscire rapidamente dall’acqua per un’incombenza … urinaria!

Lorenza rientra dopo poco in barca e sotto la doccia mi racconta le sue impressioni, velate da un pizzico di delusione per non aver visto i barracuda! Ma: “ci saranno la prossima volta!

 

Posted 2 years, 4 months ago at 20:35.

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19 settembre 2009 Vervece

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Oggi è una giornata speciale! Vado a fare immersione in compagnia di … mia figlia Lorenza!

Appuntamento solito al porto, ci attende Ligeia in banchina, scendiamo con lo scooter dopo aver preparato le due attrezzature in garage. Splende un gran sole ed il mare è calmo, come si conviene per una tipica giornata settembrina. Oggi in barca ci sono anche gli amici Andrea e Giovannone che faranno da guide in immersione. Raggiungiamo lo Scoglio del Vervece e ci tuffiamo appena pronti. Formiamo due gruppi, il mio che si dirigerà più in profondità verso la foresta di gorgonie rosse e l’altro, con alcuni OWD, farà una passeggiata a quote più basse. Lorenza mi attenderà in barca per poi immergersi al termine del nostro tuffo insieme a Mariangela ed un amico. L’acqua è limpida, a pelo d’acqua si vedono enormi saraghi in cerca di cibo tra la schiuma formata dalle onde che frangono sullo scoglio. Un branco di salpe passa a pochi centimetri dalle nostre maschere mentre ci dirigiamo in profondità. L’acqua è calda e scendendo quasi non si avverte il termoclino, mentre raggiungiamo le paramuricee subito due cernie si lasciano avvicinare e fotografare per poi dirigersi più al largo a distanza di sicurezza da noi. Le gorgonie ahimè sono sempre coperte di mucillagine, ma quelle più profonde sono leggermente più pulite per cui ci dirigiamo verso quei ventagli più rigogliosi. Risalito di qualche metro osservo una bella Antedon mediterranea rossa adagiata su di una gorgonia gialla, poi tanti saraghi e qualche altra cerniotta, ma dei barracuda questa volta neanche l’ombra! Proseguo rapidamente per completare il giro sperando di imbattermi all’improvviso nei temibili pinnuti, ma sfortunatamente oggi non se ne vedono. Mi trattengo allora a pochi metri per desaturarmi un poco, rapito dalle evoluzioni dei saraghi nella schiuma e giro alcuni brevi filmati con la mia fotocamera. All’improvviso, seguendo un grosso sarago che si infila in una spaccatura piena di margherite di mare, trovo una piccola cernia ferma davanti alla sua tana che sembra non disturbata dalla mia rumorosa presenza. Termino qui la mia immersione per risparmiare un poco d’aria per l’immersione con Lorenza ….

 

Posted 2 years, 4 months ago at 20:34.

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06 settembre 2009 Vervece

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Sveglia ore 6:15, ore 6:45 sotto casa di papà dove mi aspetta anche Arturo e mio nipote Enrico. Alle 7:15 siamo già in navigazione verso lo Scoglio del Vervece. Oggi infatti, è la prima domenica di settembre, da oltre trent’anni, ogni anno, si svolge la Festa della Madonnina del Vervece, protettrice dei sub. In tale occasione è possibile, previo accreditamento presso l’AMP Punta Campanella, immergersi liberamente nelle acque dello scoglio, zona A della riserva marina. E’ per questo motivo che ci siamo mossi così presto al mattino per raggiungere la nostra meta d’immersione. Il mare è leggermente mosso e man mano che ci dirigiamo verso la Punta del Capo di Sorrento per doppiarla, ci accorgiamo che il movimento ondoso è intenso, ma non ci impedisce di raggiungere lo scoglio. Comincia a montare anche un pò di vento di grecale che sicuramente, col passere delle ore, aumenterà d’intensità. Appena Arturo è pronto con la sua fotocamera tra le mani, con una capovolta ci tuffiamo tra le onde all’altezza della punta Nord dello scoglio e subito scendiamo in profondità per alleviare il disturbo causato dal moto ondoso. L’acqua è limpida grazie anche alla leggera corrente che inizia a montare. Subito un grande branco di barracuda si lascia avvicinare, ma non sono tranquilli come al solito. In giro c’è tantissimo pesce azzurro che sfreccia di qua e di la per sfuggire ai tonnetti che guizzano tra di essi per catturarli. Una bella murena, salpe e tanti saraghi. Uno spettacolo, peccato che il fondale sia ricoperto, così come le gorgonie, di tanta mucillagine! Raggiungiamo  i -40 mt cercando alcune paramuricee libere dalle alghe e ci fermiamo qualche minuto con una famigliola di Anthias che si ripara al di sotto dei rossi rami. Una perchia enorme si para avanti ai nostri obiettivi quasi per strappare un primo piano, mentre le timide cernie, si lasciano osservare solo di lontano. Ne conteremo ben sei, tutte tra i due ed i cinque kg. In questa zona le gorgonie sono più pulite ed è possibile fare qualche altro scatto. All’ingresso di ogni anfratto staziona una famiglia numerosa di Apogon imberbis mentre salpe e saraghi continuano la loro incessante ricerca di cibo. Raggiungiamo, al termine del giro dello scoglio, la statua della Madonna ripulita perfettamente per l’occasione. Mentre Arturo scatta qualche immagine alle sue spalle ancora una volta le alici fuggono per evitare le fauci dei tonnetti, provo a fotografarli ma l’impresa è impossibile tale è la loro velocità! Infine a pochi metri, durante la deco, sbattottati dal moto ondoso, un piccolo polpo si nasconde per evitare incontri pericolosi. Il rientro in porto è lento e … bagnato: gli schizzi d’acqua sollevata dal vento ci colpiscono abbondantemente, mentre Enrico jr, avvolto nel telo-mare, si nasconde dietro il parabrezza! Appena possibile, avviso telefonicamente l’amica Mariangela delle proibitive condizioni meteomarine, sconsigliandole di portare i suoi giovanissimi allievi, compresa Lorenza, a visitare la statua sommersa della Vergine.

 

Posted 2 years, 5 months ago at 19:22.

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