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“allora Fra, vieni con Dirk sabato mattina? OK, a presto!”.
Questa telefonata giorni fa mi conferma la venuta al BIKINI DIVING dei miei amici acquariofili romani, Pietro e Francesco. L’appuntamento è “comodo” per le ore 10:00, ma gli intrepidi sub sono alla meta già alle 9:00 !! Arrivo al Diving con il mio scooter, carico come al solito con muta, zavorra e macchina fotografica, qui mi aspetta lo staff composto da Raffaele, Pasquale e Giovanni, già pronti per uscire in mare.
Approfittiamo per fare una bella foto ricordo insieme. Pasquale mostra alla lavagna il giro che oggi faremo al Banco di Santa Croce: andremo sulla secca principale.
Il mare è calmo con solo un leggero vento di grecale, il cielo è leggermente oscurato da alcune nuvole sparse, ma la giornata è splendida. L’acqua sembra limpidissima!
A bordo del gommone ci facciamo ritrarre ancora insieme con le mute indossate, pronti per il tuffo. Raffaele “garantisce” la giusta assistenza in barca a tutti i sub …. ma soprattutto a le sub! Mentre Pietro indossa la sua maschera … tac, la plastica cede. Troviamo subito una maschera di riserva per il malcapitato e tutti in mare.
L’acqua è davvero limpida, inziamo la discesa lungo la gomena di ormeggio e dall’altro si ammira la sagoma dello scoglio per intero. Ci raggruppiamo dietro Giovanni che oggi ci farà da apripista. Scendiamo dal lato interno della secca all’altezza dell’uscita del tunnel. Proseguiamo con la parete alla nostra destra e quasi subito Giovanni mostra agli amici, una bella cernia che si intana. Attardatomi a scattare alcune foto agli Anthias e ad uno spirografo, mi sono perso lo spettacolo! Le Paramuricee ricominciano a crescere ex novo. Infatti vicino ai rami morti, probabilmente per l’innalzamento della temperatura dell’acqua, si notano tanti rametti in crescita, il che promette, nel giro di qualche anno, di riportare il Banco alla sua condizione originaria. Giovanni si infila nella grotta entrando dal lato nord, e fuoriesce dall’altro lato. Le pareti sono piene di gorgonie rosse ed il passaggio è particolarmente suggestivo, specialmente per Pietro alla sua prima visita. All’uscita, sul fondo a -38 mt, una bella stella gialla, la Chetaster longipes e più in avanti una Pinna nobilis, intorno numerose paramuricee su sassi isolati. Proseguiamo ora in senso antiorario con la parete alla nostra sinistra. Risaliamo lentamente passando nel canyon fino a raggiungere la zona dove è situata la Gerardia savaglia. Qui Pietro e Francesco sgomitano per trovare il miglior punto di ripresa! Attendo pazientemente lasciando loro il campo di battaglia, ho così il tempo di soffermarmi con lo sguardo su di una grossa spugna gialla su cui si staglia la sagoma giallo-blu di un nudibranco. Poco più sotto, una Peltodoris atromaculata dalla livrea inconfondibile. Liberatasi la scena … scatto qualche foto anche io! Tante le uova di gattuccio appena deposte tra i rami di gorgonia, in un buco una murena si nasconde alla vista ed un grosso scorfano, infastidito scappa via lontano. Termino l’immersione dopo esser passato per il punto delle Axinelle per approfittare delle ottime condizioni di visibilità dell’acqua. La deco è solitamente noiosa ma ci pensa Giovanni a ravvivare l’attesa …. una cozza aperta scatena la frenetica danza delle castagnole e l’avvicinarsi prima sospettoso, poi sempre meno, di alcuni grandi saraghi attirati dal sapore del gustoso mollusco. Il computer ci dice che ora possiamo guadagnare l’asciutto … dove Raffaele ci recupera amorevolmente!
Al diving saluto gli amici romani augurando loro un tranquillo rientro a casa ed un tempestivo ritorno qui per godere ancora una bella giornata di mare come questa!
Posted 3 years, 9 months ago at 23:00. Add a comment
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“allora Fra, vieni con Dirk sabato mattina? OK, a presto!”.
Questa telefonata giorni fa mi conferma la venuta al BIKINI DIVING dei miei amici acquariofili romani, Pietro e Francesco. L’appuntamento è “comodo” per le ore 10:00, ma gli intrepidi sub sono alla meta già alle 9:00 !! Arrivo al Diving con il mio scooter, carico come al solito con muta, zavorra e macchina fotografica, qui mi aspetta lo staff composto da Raffaele, Pasquale e Giovanni, già pronti per uscire in mare.
Approfittiamo per fare una bella foto ricordo insieme. Pasquale mostra alla lavagna il giro che oggi faremo al Banco di Santa Croce: andremo sulla secca principale.
Il mare è calmo con solo un leggero vento di grecale, il cielo è leggermente oscurato da alcune nuvole sparse, ma la giornata è splendida. L’acqua sembra limpidissima!
A bordo del gommone ci facciamo ritrarre ancora insieme con le mute indossate, pronti per il tuffo. Raffaele “garantisce” la giusta assistenza in barca a tutti i sub …. ma soprattutto a le sub! Mentre Pietro indossa la sua maschera … tac, la plastica cede. Troviamo subito una maschera di riserva per il malcapitato e tutti in mare.
L’acqua è davvero limpida, inziamo la discesa lungo la gomena di ormeggio e dall’altro si ammira la sagoma dello scoglio per intero. Ci raggruppiamo dietro Giovanni che oggi ci farà da apripista. Scendiamo dal lato interno della secca all’altezza dell’uscita del tunnel. Proseguiamo con la parete alla nostra destra e quasi subito Giovanni mostra agli amici, una bella cernia che si intana. Attardatomi a scattare alcune foto agli Anthias e ad uno spirografo, mi sono perso lo spettacolo! Le Paramuricee ricominciano a crescere ex novo. Infatti vicino ai rami morti, probabilmente per l’innalzamento della temperatura dell’acqua, si notano tanti rametti in crescita, il che promette, nel giro di qualche anno, di riportare il Banco alla sua condizione originaria. Giovanni si infila nella grotta entrando dal lato nord, e fuoriesce dall’altro lato. Le pareti sono piene di gorgonie rosse ed il passaggio è particolarmente suggestivo, specialmente per Pietro alla sua prima visita. All’uscita, sul fondo a -38 mt, una bella stella gialla, la Chetaster longipes e più in avanti una Pinna nobilis, intorno numerose paramuricee su sassi isolati. Proseguiamo ora in senso antiorario con la parete alla nostra sinistra. Risaliamo lentamente passando nel canyon fino a raggiungere la zona dove è situata la Gerardia savaglia. Qui Pietro e Francesco sgomitano per trovare il miglior punto di ripresa! Attendo pazientemente lasciando loro il campo di battaglia, ho così il tempo di soffermarmi con lo sguardo su di una grossa spugna gialla su cui si staglia la sagoma giallo-blu di un nudibranco. Poco più sotto, una Peltodoris atromaculata dalla livrea inconfondibile. Liberatasi la scena … scatto qualche foto anche io! Tante le uova di gattuccio appena deposte tra i rami di gorgonia, in un buco una murena si nasconde alla vista ed un grosso scorfano, infastidito scappa via lontano. Termino l’immersione dopo esser passato per il punto delle Axinelle per approfittare delle ottime condizioni di visibilità dell’acqua. La deco è solitamente noiosa ma ci pensa Giovanni a ravvivare l’attesa …. una cozza aperta scatena la frenetica danza delle castagnole e l’avvicinarsi prima sospettoso, poi sempre meno, di alcuni grandi saraghi attirati dal sapore del gustoso mollusco. Il computer ci dice che ora possiamo guadagnare l’asciutto … dove Raffaele ci recupera amorevolmente!
Al diving saluto gli amici romani augurando loro un tranquillo rientro a casa ed un tempestivo ritorno qui per godere ancora una bella giornata di mare come questa!
Posted 3 years, 9 months ago at 17:55. Add a comment
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Domenica mattina, ore 915, appuntamento al porto di Sorrento. Giornata soleggiata, cielo limpido spazzato da un vento di grecale che muove un poco la superficie del mare. Partenza in gruppo con Ligeia, stamane governata dall’amico Gigi. Partiamo subito e ci dirigiamo verso Punta Campanella; Mariangela spiega ad alcuni subacquei la zonazione del Parco Marino di Punta Campanella e pianifica l’immersione con loro nei dettagli. La navigazione procede con il vento in poppa fino a giungere dietro il promontorio de Punta Campanella, dove siamo al riparo dal vento. Ci spostiamo leggermente verso l’interno della Baia di Jeranto per raggiungere una fenditura esterna nella parete verticale di roccia, essa prosegue fin sott’acqua con una piccola grotta a pochi metri di profondità. Da qui parte l’immersione, sfortunatamente senza documentazione iconografica …. la macchina fotografica, dimenticata durante il trasferimento al sole, a contatto con l’acqua fredda si è subito appannata, per cui non c’è stata alternativa a tenerla spenta! Scendiamo subito verso sinistra e ci dirigiamo ad una profondità di -35 m. sorvolando una grossa rete in pesca. Subito nel blu si staglia la sagoma dello Scoglio Proteso, tapezzato nella sua parte ombrosa da migliaia di spugne gialle. Volteggiano tra i rami di gorgonie gialle moltissimi piccoli Anthias, la roccia è completamente ricoperta di vita, serpule, briozoi, spugne, nudibranchi e crostacei, vien voglia di non staccarsi da tanta abbondanza di colori. Proseguiamo voltando a destra in direzione della torre e passiamo attorno ad alcuni grandi massi che sono posizionati sul pianoro tra i -25 e i -30 m. Enormi spirografi mostrano le corolle in corrente, alcuni Tordi pavone in livrea nuziale, fanno bella mostra di sè scacciando i corteggiatori delle loro femmine. Tra le pietre scorgo un raro nudibranco, l’Antiopella cristata e la mostro al gruppo, subito dopo due grandi triglie adagiate sulla sabbia all’ombra di un masso. Molti i saraghi che vediamo allontanarsi al nostro passaggio ed infine una piccola cernia che si lascia ammirare per qualche istante prima di ritornare nella sua rocciosa dimora. Ormai è tempo di risalire, alcuni di noi hanno già i brividi, coperti da pochi mm di neoprene! In barca la doccia calda ed il sole riscaldano i nostri corpi ed un thè bollente accompagnato dalle “macine del mulino bianco” completano l’accoglienza che Ligeia offre ai suoi ospiti.
Posted 3 years, 9 months ago at 17:53. Add a comment
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Domenica mattina, ore 915, appuntamento al porto di Sorrento. Giornata soleggiata, cielo limpido spazzato da un vento di grecale che muove un poco la superficie del mare. Partenza in gruppo con Ligeia, stamane governata dall’amico Gigi. Partiamo subito e ci dirigiamo verso Punta Campanella; Mariangela spiega ad alcuni subacquei la zonazione del Parco Marino di Punta Campanella e pianifica l’immersione con loro nei dettagli. La navigazione procede con il vento in poppa fino a giungere dietro il promontorio de Punta Campanella, dove siamo al riparo dal vento. Ci spostiamo leggermente verso l’interno della Baia di Jeranto per raggiungere una fenditura esterna nella parete verticale di roccia, essa prosegue fin sott’acqua con una piccola grotta a pochi metri di profondità. Da qui parte l’immersione, sfortunatamente senza documentazione iconografica …. la macchina fotografica, dimenticata durante il trasferimento al sole, a contatto con l’acqua fredda si è subito appannata, per cui non c’è stata alternativa a tenerla spenta! Scendiamo subito verso sinistra e ci dirigiamo ad una profondità di -35 m. sorvolando una grossa rete in pesca. Subito nel blu si staglia la sagoma dello Scoglio Proteso, tapezzato nella sua parte ombrosa da migliaia di spugne gialle. Volteggiano tra i rami di gorgonie gialle moltissimi piccoli Anthias, la roccia è completamente ricoperta di vita, serpule, briozoi, spugne, nudibranchi e crostacei, vien voglia di non staccarsi da tanta abbondanza di colori. Proseguiamo voltando a destra in direzione della torre e passiamo attorno ad alcuni grandi massi che sono posizionati sul pianoro tra i -25 e i -30 m. Enormi spirografi mostrano le corolle in corrente, alcuni Tordi pavone in livrea nuziale, fanno bella mostra di sè scacciando i corteggiatori delle loro femmine. Tra le pietre scorgo un raro nudibranco, l’Antiopella cristata e la mostro al gruppo, subito dopo due grandi triglie adagiate sulla sabbia all’ombra di un masso. Molti i saraghi che vediamo allontanarsi al nostro passaggio ed infine una piccola cernia che si lascia ammirare per qualche istante prima di ritornare nella sua rocciosa dimora. Ormai è tempo di risalire, alcuni di noi hanno già i brividi, coperti da pochi mm di neoprene! In barca la doccia calda ed il sole riscaldano i nostri corpi ed un thè bollente accompagnato dalle “macine del mulino bianco” completano l’accoglienza che Ligeia offre ai suoi ospiti.
Posted 3 years, 9 months ago at 02:00. Add a comment