Stamattina la sveglia è faticosa, reduci dal cenone natalizio, ma la giornata è soleggiata ed il mare calmo. Sistemo la muta nella sacca, chiudo la fotocamera nella sua custodia prendo l’Aladin dall’armadietto e sono pronto a scendere al porto sul mio motorino. La strada è bagnata perchè stanotte è piovuto, in piazza controllo l’ora e … approfitto per scattare una foto all’albero di natale che troneggia di fronte al mare. Al porto incredibilmente tutti puntuali, alle dieci siamo già pronti a salpare, ma ecco una telefonata imprevista che ci invita ad attendere ancora qualche minuto in banchina l’amico Ferrante.
Si parte alla volta dello Scoglio Penna, la giornata ha cominciato ad annuvolarsi ma resta comunque il mare liscio come l’olio. La navigazione procede veloce e ci vede impegnati nei preparativi ed in alcune foto ricordo del gruppo degli irriducibili. Con noi oggi, capitanati da Mariangela, la padrona di bordo, ci sono alcuni amici di Agropoli in visita per la prima volta nei nostri mari.
Arrivati allo scoglio incrociamo un peschereccio che tira su le reti da posta, saltiamo in acqua uno dietro l’altro in prossimità della fenditura che divide a metà lo scoglio.
Rapido check in superficie e tutti giù a -6 mt dove c’è il buco passante che ci porta all’esterno dello scoglio. Le pareti sono ricche di Astroides e proprio nel passaggio ha stabilito la sua tana un bel polpo. Sorvoliamo senza fermarci, riservandoci di ripassare alla fine dell’immersione a vedere se gradisce essere fotografato! Incontriamo alcuni saraghi fasciati e subito raggiungiamo la foresta di gorgonie rosse a -35 mt, poco più su altre gorgonie, le Eunicella singularis muovono in corrente i rami dai polipi espansi. Tra i rami drgonie, alcuni labridi si lasciano fotografare così come dei grossi serranidi. Tra le fenditure della roccia non mancano alcuni timidi saraghi, che al primo pericolo si intanano sempre più per evitare qualsiasi inconveniente al cospetto dei subacquei! Guardo il computer e … sorpresa si è spento!! Recupero subito l’attenzione del mio compagno Roberto e gli segnalo l’inconveniente. E’ una vera disdetta!
Il gruppo si tiene compatto, Giovanni chiude la comitiva, segnalandoci un branco di barracuda mediterranei avvicinarsi alle nostre spalle. Approfitto per fare una foto ma il gruppo si è ormai diradato. Raggiungiamo il pianoro all’interno dello scoglio dove ci sono svariati massoni poggiati su di un fondale di -15 mt. Al di sotto di essi vedo una famigliola di corvine che subito guadagna l’oscurità. Non mi è possibile fare più di uno scatto e neanche decente! Fortuna che, alzando gli occhi, riesco a vedere una piccola aragosta nascosta nel suo buco, con le gialle antenne protese in avanti per difendersi da incontri indesiderati. La mostro a Roberto che è vicino a me e ci fermiamo alcuni minuti prima di iniziare la deco. Risaliamo al buco e torniamo all’appuntamento con il nostro amico polpo che riposa ancora nella sua tana.
Risaliamo in barca dove ancora ci attende un thè caldo e qualche pezzo di panettone!
Posted 4 years, 4 months ago at 02:00. Add a comment
Dopo circa un mese di assenza dall’acqua causa impegni lavorativi a Milano, ecco finalmente una domenica dedicata al mare.
La giornata è nuvolosa ma la temperatura non è sgradevole. Al porto è in corso una gara di barche a vela radiocomandate, spinte dalla leggera brezza che tira.
Per la fretta ho dimenticato il mio Aladin Pro, ma non c’è problema, farò coppia con Roberto che mi terrà a vista per tutta l’immersione. Alle dieci siamo tutti pronti al porto di Sorrento per partire alla volta dello Scoglio Penna.
La navigazione procede tranquilla fino alla Punta Campanella, doppiato il promontorio il mare e la corrente si fanno sentire, decidiamo di cambiare itinerario e ci immergiamo sotto la Torre Saracena. Ci tuffiamo quasi tutti con le mute stagne, l’acqua è limpida, scendiamo subito verso i 30 metri dove trovo una bella Gorgonia gialla con alcune trasparenti Ascidie Clavelina attaccate tra i rami. Poco più avanti, Roberto mi mostra un grosso Scorfano rosso adagiato sul fondale in attesa di catturare gli avannotti di Anthias che sono abbondantissimi e gli volteggiano davanti al muso. Mi avvicino e scatto alcune immagini, prima che si allontani per un posto più sicuro.
Ci siamo attardati rispetto al gruppo e quindi, spinti dalla corrente a favore proseguiamo rapidamente verso il gruppo che è lontano fuori dalla nostra vista. Mentre nuotiamo, con la coda dell’occhio noto sul fondo la sagoma inconfondibile di uno Zeus faber, il Pesce San Pietro; subito mi dirigo in sua direzione segnalandolo a Roberto che mi segue repentinamente. Siamo sui -26 mt, lo raggiungo e subito scatto alcune foto a ripetizione, senza neanche controllare bene l’inquadratura e la messa a fuoco. Ho timore che di giorno si allontani, ed infatti così accade. Faccio segno al mio compagno di accerchiare il pesce per riuscirlo a fotografare meglio ma non riusciamo nell’operazione perchè ormai è spaventato e scappa via verso la superficie; lo seguo fino a -13 mt ma alla fine desisto, preoccupandomi delle conseguenze di una risalita troppo rapida. Che spettacolo, è la prima volta che mi capita di incontrarne uno di giorno! Effettivamente l’incontro è stato molto diverso dai tanti episodi notturni! Solitamente riesco a fotografarli in tutta tranquillità, aiutato dal fascio potente della torcia subacquea che lascia per qualche attimo l’animale come “ipnotizzato”.
Sorvoliamo una piccola oasi di Posidonia oceanica e questa volta raggiungiamo il gruppo capeggiato da Mariangela, senza ulteriori soste. L’immersione continua ancora per un poco ma, devo confessare, era già finita quando il San Pietro ci ha lasciati!
Rientro in barca dopo la canonica tappa di Deco, ad attenderci a bordo della Ligeia c’è Mario con il thermos con la cioccolata calda, con il pandoro, il panettone e lo spumante per il brindisi augurale natalizio!!!
Posted 4 years, 4 months ago at 17:36. Add a comment
Dopo circa un mese di assenza dall’acqua causa impegni lavorativi a Milano, ecco finalmente una domenica dedicata al mare.
La giornata è nuvolosa ma la temperatura non è sgradevole. Al porto è in corso una gara di barche a vela radiocomandate, spinte dalla leggera brezza che tira.
Per la fretta ho dimenticato il mio Aladin Pro, ma non c’è problema, farò coppia con Roberto che mi terrà a vista per tutta l’immersione. Alle dieci siamo tutti pronti al porto di Sorrento per partire alla volta dello Scoglio Penna.
La navigazione procede tranquilla fino alla Punta Campanella, doppiato il promontorio il mare e la corrente si fanno sentire, decidiamo di cambiare itinerario e ci immergiamo sotto la Torre Saracena. Ci tuffiamo quasi tutti con le mute stagne, l’acqua è limpida, scendiamo subito verso i 30 metri dove trovo una bella Gorgonia gialla con alcune trasparenti Ascidie Clavelina attaccate tra i rami. Poco più avanti, Roberto mi mostra un grosso Scorfano rosso adagiato sul fondale in attesa di catturare gli avannotti di Anthias che sono abbondantissimi e gli volteggiano davanti al muso. Mi avvicino e scatto alcune immagini, prima che si allontani per un posto più sicuro.
Ci siamo attardati rispetto al gruppo e quindi, spinti dalla corrente a favore proseguiamo rapidamente verso il gruppo che è lontano fuori dalla nostra vista. Mentre nuotiamo, con la coda dell’occhio noto sul fondo la sagoma inconfondibile di uno Zeus faber, il Pesce San Pietro; subito mi dirigo in sua direzione segnalandolo a Roberto che mi segue repentinamente. Siamo sui -26 mt, lo raggiungo e subito scatto alcune foto a ripetizione, senza neanche controllare bene l’inquadratura e la messa a fuoco. Ho timore che di giorno si allontani, ed infatti così accade. Faccio segno al mio compagno di accerchiare il pesce per riuscirlo a fotografare meglio ma non riusciamo nell’operazione perchè ormai è spaventato e scappa via verso la superficie; lo seguo fino a -13 mt ma alla fine desisto, preoccupandomi delle conseguenze di una risalita troppo rapida. Che spettacolo, è la prima volta che mi capita di incontrarne uno di giorno! Effettivamente l’incontro è stato molto diverso dai tanti episodi notturni! Solitamente riesco a fotografarli in tutta tranquillità, aiutato dal fascio potente della torcia subacquea che lascia per qualche attimo l’animale come “ipnotizzato”.
Sorvoliamo una piccola oasi di Posidonia oceanica e questa volta raggiungiamo il gruppo capeggiato da Mariangela, senza ulteriori soste. L’immersione continua ancora per un poco ma, devo confessare, era già finita quando il San Pietro ci ha lasciati!
Rientro in barca dopo la canonica tappa di Deco, ad attenderci a bordo della Ligeia c’è Mario con il thermos con la cioccolata calda, con il pandoro, il panettone e lo spumante per il brindisi augurale natalizio!!!
Posted 4 years, 5 months ago at 02:00. Add a comment