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08 Novembre 2007 Marina Grande
E’ una splendida giornata, tira un leggero scirocco e … stasera sono libero da impegni. Provo a telefonare al mio amico Roberto per invitarlo a fare immersione ma mi accorgo di non avere con me sul telefonino aziendale il suo nuovo numero!
Passo per casa verso le 1600, recupero il numero telefonico e riscendo a lavoro. Roberto mi chiede un pò di tempo per confermarmi la sua presenza in mare ma sfortunatamente non riesce a liberarsi.
Ore 18: La rassegnazione si fa largo nel mio animo ma non mi lascio sopraffare dalla delusione e riprendo il telefonino: “papà, cosa hai da fare più tardi? Mi accompagneresti a mare?”
La risposta affermativa mi rianima immediatamente, tempo una mezz’ora sono sotto casa sua con la muta, le bombole e la macchina fotografica pronte nel bagagliaio.
Alle 1930 sono pronto a scendere nella cristallina acqua della Marina Grande di Sorrento. E’ davvero una rarità, complice alcuni giorni di grecale che ha ripulito l’acqua in tutto il Golfo. Qui giù la montagna ci ripara dallo scirocco, la serata è dolce ed invitante, senza un filo di vento. Il rumore di una lampara in pesca rompe il silenzio che regna nel borgo in questo periodo dell’anno.
L’acqua è davvero splendida, come solo poche volte mi è capitato in oltre 30 anni di immersioni, la via Vega2 fende l’oscurità fino a 15-20 metri di distanza. Riesco infatti a vedere fin lontano le sagome delle rocce e dei pesci che si stagliano dal fondale. L’esplorazione è facilitata e riesco subito a scovare una murena nascosta tra i sassi. Più avanti uno scorfano che spaventato scappa ad alcuni metri di distanza e si va ad adagiare al riparo di … una scatola di latta tutta incrostata. Al suo interno una Perchia riposa tranquilla. Dopo qualche scatto mi accorgo che c’è anche uno Stenopus che si allontana dal luogo in cerca di un posto più tranquillo. Anche una Castagnola hato un grosso bivalve morto come dimora per la notte.
La rossa immagine di una Polpessa, Octopus macropus, si materializza sotto il fascio della torcia e il mollusco si comincia a muovere allontanandosi prima lentamente poi a reazione spingendo l’acqua nel suo sifone.
Immancabili nel paesaggio le Menole e le Triglie, così come i Sacchetti adagiati sul fondo. Sono ormai prossimo ad invertire la rotta e iniziare il rientro quando dalla sabbia intravedo la silouette del Pesce Lucertola, mi avvicino senza spaventarlo e riesco a fotografarlo anche in macro. poi lo stuzzico un pochino e il pesce schizza via per infossarsi di nuovo a metri di distanza. Inizio il rientro e incontro ancora altre due Polpesse e tre Lucertole, qualche bel Paguro bernardo con le attinie oltre a numerose Triglie. Infine uno Stenopus in caccia pronto a catturare qualche preda.
Il rientro a terra è accompagnato dalle voci dei pescatori del borgo che mi chiedono cosa ho pescato ed io rispondo che ho tutto …. nella mia fotocamera!!!
Posted 4 years, 3 months ago at 17:33. Add a comment
3 novembre 2007 Punta Campanella
Posted 4 years, 3 months ago at 17:33. Add a comment
03 novembre 2007 Punta Campanella
Giornata soleggiata, ancora residui del vento di grecale dei giorni scorsi … si può uscire in mare!
Solito appuntamento al porto, sorpresa non c’è Giovanni (reduce da una lunga serata) ma c’è dopo tanto tempo Roberto! A bordo consumiamo un ottimo caffè e ci incamminiamo verso lo Scoglio Penna. Appena doppiata la Punta Campanella il mare ci suggerisce di cambiare itinerario, anche le altre barche dei diving sono a ridosso della punta. Iniziamo l’immersione proprio sotto il faro e ci lasciamo cullare dalla corrente medio forte che spinge verso Massalubrense. L’acqua è limpida e neanche fredda, circa 18°C, con la muta umida si sopporta tranquillamente. Scendiamo subito a – 35 m lungo la parete verticale tappezzata dalle gorgonie Eunicella, Roberto mi scatta qualche foto mentre sono in azione!
Ecco una Pinna nobilis con dentro il gamberetto Pontonia custos, poi delle pareti di Parazoanthu axinellae tra cui sbuca una Murena. Proseguiamo in corrente seguendo le rientranze della costa fino a quando Gigi mi mostra un polpo nella sua tana. Mi avvicino e dopo uno scatto il polpo spaventato esce dalla sua tana. Ne approfitto per fotografarlo sul fondo in mezzo alla Caulerpa racemosa che ormai ricopre tutto. Gigi raccoglie il mollusco che si lascia accarezzare per un pò, fin quando ormai soddisfatto ci manifesta il suo desiderio di andar via e ci saluta con uno sbuffo d’inchiostro nero. Sulla parete troviamo una Peltodoris atromaculata con il suo inconfondibile mantello bianco e marrone e poi una bella perchia in agguato per il pasto. L’immersione è quasi terminata, risaliamo per la deco e facciamo la sgradita scoperta che la pesca dei datteri di mare, Litophaga litophaga, da queste parti è ancora una piaga lontana dall’essere sconfitta!! Così anche la pesca illegale, infatti Mariangela recupera alcuni metri di lenza impigliata sul fondo. Fortuna che ad attenderci c’è la Ligeia con la sua comoda scaletta e con il suo thè caldo!!