30 luglio Vetara e Grotta dello Zaffiro

Ore 9:00 molo della Lobra, gli amici dell’associazione sub “J. Cousteau” ci ospitano per un’immersione a Vetara, Zona A dell’AMP Punta Campanella.
Con me oggi l’amico Francesco Bunicich con la sua famiglia al completo …. Antonio il barcaiolo non aveva mai avuto come passeggero un bel cagnolino!
Si parte dopo aver montato le attrezzature per semplificare la vestizione, la giornata è soleggiata e calda, il mare calmo e limpido.
Dopo circa un’ora di navigazione raggiungiamo la secca della Vetara. Posizioniamo il pallone segnasub sulla sommità a -6mt, e ci tuffiamo in gruppo.
L’acqua è proprio limpida, cominciamo la discesa con la parete alla nostra destra. Quasi subito su una parete a -30mt coperta da spugne gialle incontriamo una piccola Aragosta in tana. Poco più in basso alcune isolate Paramuricee. In lontananza si scorge la sagoma di una bella Cernia che ci guarda da lontano. Appena il gruppo si avvicina, infastidita si ritira nella sua sicura tana.
Nelle vicinanze, un gronco riposa nel suo buco in attesa della sera per andare a caccia. Proseguiamo attorniati da migliaia di castagnole che si aprono al nostro passaggio e raggiungiamo una piattaforma a – 15mt segnata da diverse fenditure. Tra di esse scorgiamo un Polpo e un grosso Scorfano che si lascia tranquillamente fotografare.
Terminiamo l’immersione vicino ad alcune pareti coperte dai gialli Parazoanthus e da Astroides color arancio; un branco di Salpe ci saluta e passa via.
Dopo un’attesa di circa mezz’ora siamo già pronti per immergerci di nuovo per entrare nella Grotta dello Zaffiro, nei pressi dello Scoglio dell’Isca. La grotta ha una stretta apertura a -14mt ed un ampio ingresso ovale a -4mt. L’entrata è sempre misteriosa, il buio è totale. La grotta è parzialmente emersa e l’aria è respirabile. Appena raggiungiamo la superficie dirigiamo le nostre lampade verso la volta della caverna da cui si dipartono stalattiti di tutte le dimensioni; alcune fuse con le stalagmiti a formare enormi colonne. Lo spettacolo prosegue ammirando “il presepe”; una piattaforma su cui alcune stalagmiti sembrano riprodurre la scena della natività. Ci voltiamo ed ecco spiegato il nome della grotta …. l’uscita della cavità mostra il suo brillante colore turchese che si riflette sulla superficie dell’acqua. L’invito ad uscire attraverso di esso è irresistibile.
La navigazione di rientro in porto è sfruttata al meglio … è l’occasione per goderci un pò di sole.