Stop and Go RAI2 a Sorrento

Oggi ho trascorso una bella mattinata facendo la “comparsa” nella registrazione della prima puntata 2021 della trasmissione televisiva Stop and Go di RAI2, condotta da Marco Mazzocchi.


Ho accompagnato per le strade di Sorrento mio padre Enrico, incontrato “per caso” da Gaetano Milano, Presidente della Fondazione Sorrento, mentre era in giro a mostrare le bellezze della città alla sua bellissima amica Sofia, a bordo di una Fiat Cinquecento cabriolet. 


E’ stato divertente seguire tutto il backstage di una trasmissione televisiva ed interagire con autori, registi, cameraman e addetti alla logistica per riuscire a girare le scene nel minor tempo possibile. 

E’ stata anche l’occasione per far fare quattro passi a mio padre ottantacinquenne e trascorrere qualche ora con lui, ormai poco incline ad uscire per strada. Unico scrupolo, quello di avergli fatto saltare il pranzo all’ora stabilita, ma solo alle 15 quando tutto era ormai finito.


Un particolare ringraziamento va all’avvocato Gaetano Milano che ha pensato a noi “Gargiulo” per rappresentare le eccellenze di Sorrento, ma anche al direttore di produzione Gianmarco Bucciarelli, all’autore di puntata Flavio Bernard e tutto lo staff.
La puntata sarà in onda a Settembre quando ricomincerà il programma in TV.

Oasi in Città di Sant’Agnello

Ieri sera ho inviato un messaggio a mio cugino Claudio, per concordare un appuntamento per andare al Biolago. Mi conferma che sarà lì per le 11. 
Ho preparato così la mia Nauticam NA-D850 con il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive, abbinato ai flash OneUW 160X. Prendo lo scooter e con mia moglie, raggiungo l’Oasi in Città di Sant’Agnello, dove mi immergerò nel laghetto artificiale creato al di sopra della rimessa per auto che c’è sotto. Claudio è già sul posto, io indosso la muta ed entro in acqua, con i carassi che inizialmente sono molto socievoli.

I piedi sul fondo fanno sollevare immediatamente una grande quantità di sedimento e ben presto la situazione diventa ingestibile. Inizio a scattare le foto alle ninfee, poi di nuovo ai pesci del laghetto.

Infine, Claudio mi porta una tartaruga acquatica per farle fare una passeggiata fuori dalla zona a loro dedicata, che si trova in un’altra zona dell’Oasi. La tartaruga prima si muove intorno al bordo, poi conquista la zona centrale e si nasconde tra le foglie delle ninfee  e dei papiri. Alla fine si è nascosta così bene che non riusciamo a ritrovarla. Poco male, Claudio la recupererà nel pomeriggio per riportarla al suo posto. 

Il tempo trascorre veloce, esco dall’acqua dopo le 13, dopo 120 minuti in acqua. E’ ora di pranzo e le ragazze ci attendono per mangiare. Salutiamo Claudio e ritorniamo a casa, dopo pranzo si va tutti insieme al mare!

 

#20 Scoglio Penna con i Giannini

Dopo una breve sosta tecnica, ripartiamo con le bombole cariche con direzione Punta Campanella, in navigazione prendiamo ancora tanti spruzzi per arrivare allo Scoglio Penna. 

Vittoria si tuffa e assicura l’ormeggio di Marangone. Io e Mimmo scendiamo subito giù passando attraverso il buco, raggiungiamo le gorgonie rosse ma c’è molta mucillagine che le ricopre. Proseguiamo il nostro abituale giro arrivando sul lato interno dello scoglio. Poi ci allunghiamo sulla punta dove ci sono i barracuda, sono piccoli ma sono veramente tanti. Francesca è con me e si avventura nel blu per avvicinarli e fotografarli. Subito dopo ci dedichiamo anche a scattare qualche foto ad una gorgonia bianca, cercando di farle replicare l’inquadratura che le mostro sul display della fotocamera.

In lontananza lungo la parete degradante vedo una bellissima cernia dorata Ephinephelus costae, un grosso maschio di pesce pappagallo Sparisoma cretense, ma con Mimmo inizio a seguire il banco di barracuda fino a perdere l’orientamento, pensiamo di essere all’interno dello scoglio ed invece siamo finiti dal lato di fuori. Mimmo infatti sale in superficie e non vede la barca, si accorge dell’errore, mentre io da sotto, non comprendendo la situazione, gli faccio segno che non vedo cima di ormeggio e la barca! Vedo così Mimmo cambiare direzione e passare attraverso il buco ma in superficie, lo seguo passando “attraverso” lo scoglio in immersione. Incredibilmente ci siamo confusi e non era mai successo!

Appena tornati a terra vado subito a lavare l’attrezzatura, rimetto in ordine e corro via a casa dai miei familiari per andare in spiaggia. Ovviamente non posso andar via senza aver scattato i selfie ricordo della giornata con i miei amici!

Alle 15 sono a casa ma la mia famiglia non ha intenzione di andare al mare, controllo il telefonino e trovo una serie di chiamate di lavoro perse. Nonostante sia in ferie non posso non richiamare … ma va bene così!

 

 

 

#19 Banco di Santa Croce con i Giannini

La notte trascorre insonne, fa un caldo torrido. Mi alzo tutto sudato e vado a bere più volte. Mi giro e rigiro nel letto fin quando sono le 6:30. Fortunatamente ho preso un giorno di ferie per stare insieme ai miei amici romani dell’Olgiata Diving che sono arrivati ieri pomeriggio ed andranno via domani.
Vado a fare la prima colazione, poi a chiudere fotocamera. Appena pronto scendo e vado in garage a prendere la nuova muta  monopezzo. Sono le 7:45 e il display dello scooter segna una temperatura di 29°C.  Alle 8 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Oggi ho montato il Tokina 10-17 regolato a 17mm nel minidome ed i flash OneUW 160X. 

Saluto tutti i miei amici, Franco, Francesca e Beatrice, Claudio Giulianini & Adriano Occhi oltre allo staff del diving, appena siamo pronti partiamo con i due gommoni.  Il caldo è torrido, il mare è calmo ed il cielo è coperto, ma durante la navigazione ci bagniamo per un pò di vento contrario. I due gommoni sono belli pieni, con Fabio alla guida di “Marangone” e Vittoria su “Berta”.  

In acqua scendo con Mimmo, andiamo subito alla Savalia savaglia, poi proseguiamo il nostro giro sulla secca principale.  Tante le cernie, i dentici, gli scorfani. Le pareti sono ricoperte di Parazoanthus axinellae e le gorgonie rosse sono belle aperte. L’acqua in profondità è accettabile, mentre in superficie è veramente terribile. Termino l’immersione con  6 minuti di decompressione e risalgo subito a bordo con la comodissima scaletta. A bordo sento raccontare che Gianluigi ha contato ben 12 aquile di mare sul cappello della secca.

Mentre rientriamo al diving ci fermiamo al largo davanti a Piano di Sorrento dove si vedono dei i tonni in caccia delle alici. Torniamo subito al diving, smontiamo i GAV e cambiamo le bombole, dopo aver lasciato le fotocamere a bordo, ci prepariamo ad uscire di nuovo alle 11:30 per il successivo tuffo allo Scoglio Penna.

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

#17 Banco di Santa Croce con Raffaele

Un crampo al polpaccio destro mi sveglia improvvisamente alle 6:15, una mezz’ora prima del programma odierno. Eseguo una manovra ginnica per risolverlo ma resta indolenzito per un bel pò. E’ inutile restare nel letto, così mi alzo e vado ad ingerire  il carburante energetico per la giornata. Passo a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 equipaggiato con l’obiettivo zoom Nikon 16-35 mm e collego i flash OneUW 160X, controllandone il corretto funzionamento. Vado infine a vestirmi e scendo di casa in anticipo. Alle 7:50 sono già in auto e raggiungo il porto di Marina di Stabia alle 8:30 come da appuntamento. Qui trovo il mio nuovo amico Dr. Raffaele Scrofani, trasferitosi dal Nord per lavoro qui in Campania, con il quale avevamo concordato quest’immersione insieme. 

Iniziamo subito a familiarizzare e a parlare di fotografia subacquea e della sua attrezzatura, mi aveva già inviato delle immagini scattate in precedenza e le abbiamo analizzate rapidamente. Mentre procediamo alla vestizione, gli suggerisco degli “esercizi” per padroneggiare la sua fotocamera al meglio, riservandomi di provare ad assisterlo in mare.

I gommoni del Bikini Diving sono pronti e noi trasportiamo le attrezzature a bordo con Giulia che guida il motoveicolo con il rimorchio stracolmo di attrezzature. Partiamo alla volta del Banco di Santa Croce e si avverte un gran caldo con la muta stagna indossata. 

Appena ormeggiati mi tuffo ed aspetto che facciano lo stesso i miei amici. Scendiamo sulla secca principale con acqua torbida, ma scendendo in profondità la visibilità migliora un poco, subito passiamo sulla secca di terra sulla quale si vede un’aquila di mare. In lontananza di vedono anche le cernie ed i dentici, attorniati da milioni di castagnole rosa. Le gorgonie gialle qui sono bellissime, ma non sono da meno anche le margherite di mare che tapezzano lo scoglio. Effettuiamo un giro tra i vari “panettoni” ma poi segnalo a Raffaele di rientrare alla base per dedicarci al giro dello scoglio, ma in senso antiorario, opposto a quello abituale. Qui incontriamo anche il resto dei subacquei che sono sui gommoni del Bikini Diving e a questo punto mi dedico specificamente al mio amico. Iniziamo a guardare insieme il risultato di scatto direttamente sul punto di ripresa, provando ad ottimizzarlo cambiando inquadratura, tempi, diaframmi e posizione/potenza del flash. 

Il computer subacqueo mi segnala 15 minuti di decompressione ed  è quindi il momento di abbandonare la secca per appendersi alla cima di ormeggio per scalare i minuti che restano prima di risalire a bordo. Terminati i lunghi minuti d’attesa risaliamo in un’acqua terribilmente torbida, con anche le onde dei natanti che a quest’ora transitano (a troppo breve distanza dalle boe segnasub) per dirigersi verso Sorrento e Punta Campanella. Troviamo posto sul gommone ed iniziamo a chiacchierare di ciò che è stato realizzato, dopo aver aperto le cerniere delle mute per il caldo torrido. 

Eccomi qui, in posa plastica, grazie allo scatto di Raffaele Scrofani.(grazie per la foto Raffaele Scrofani)

Tornati a terra laviamo le attrezzature al diving, sistemo rapidamente tutto in auto e alle 12:30 circa riparto per Sorrento, dopo aver salutato il mio amico Raffaele e l’efficientissimo staff del Bikini Diving con Pasquale, Giulia, Camilla e Franco pronti per la successiva uscita in mare. Impiego la solita ora per tornare a casa a causa del traffico automobilistico verso Sorrento che è ripreso alla grande con la riapertura di hotel e ristoranti in penisola sorrentina.  Alle 13:30 sono a tavola con i miei, subito dopo me ne vado al mare con mia moglie a prendere il sole e … a fare una bella dormita rigenerante sotto l’ombrellone!

#16 In viaggio con il Prof. Roscigno – Mar Piccolo di Taranto col “Pigna”

La sveglia oggi è fissata alle 5:40, devo sbrigarmi per rispettare il programma … vado a fare la colazione, preparo un panino, chiudo la borsa fotografica e mi vesto per uscire di casa. Alle 6:30 sono già in auto, passo a prendere l’attrezzatura subacquea dal garage e poi mi metto in viaggio con direzione Torre Annunziata.

 Alle 7 raggiungo in perfetto orario casa di Mimmo, lui mi attende nel cortile dove ha riposto la sua attrezzatura. Carichiamo anche le sue cose in auto  e subito ci rimettiamo in viaggio per Taranto.

Durante la navigazione ci divertiamo a conversare di fotografia subacquea, ricordando amici, episodi ed aneddoti dell’ultimo anno nel quale ci siamo sentiti e visti poco. Percorriamo la via Basentana tra deviazioni e restrizioni di carreggiata e raggiungiamo Taranto. Durante il cammino sentiamo il “Pigna” Giuseppe Pignataro che ci aggiorna sulla posizione del nostro appuntamento. Alle 10:30 siamo arrivati a destinazione e dopo 10 minuti raggiungiamo il punto preciso nei pressi del ponte dove ci aspetta per fare immersione.

Peppe ed il suo amico sono hanno già indossato le mute quando parcheggiamo, noi facciamo lo stesso dopo aver scaricato attrezzature e fotocamere sulla banchina di pietra. Dopo i convenevoli di rito (selfie ricordo), ci immergiamo nello specchio d’acqua dove il nostro amico Giuseppe ci accompagnerà a scoprirne le segrete bellezze. L’acqua è torbida ed il cielo si fa nuvoloso sempre più, oscurando anche il sole che invece è molto gradito a noi fotosub quando realizziamo foto grandangolari. 

Nei 150 minuti che trascorriamo nell’acqua bassa del posto, quasi subito perdiamo il contatto visivo con Mimmo, con il quale ci ritroveremo nell’ultima mezz’ora. Giuseppe mi mostra una miriade di soggetti interessanti, lasciandomi campo libero per fotografare con il minidome ed il 15 mm Sigma.  Anche oggi ho utilizzato i flash OneUw 160X con il cavo elettrico ad Y realizzato da Luca Carraro, per comandare i due lampeggiatori elettronici in TTL. Confermo il mio crescente feeling con questi flash, apprezzandone la praticità della regolazione della potenza con gesti intuitivi e rapidi, tali da erogare la luce giusta in ogni situazione per ciascuno dei due flash, un vero sballo!

Alla fine porto a casa scatti a 5 cavallucci marini, una  Yungia aurantiaca, tanti ghiozzi, una Melibe fimbriata, ma anche due automobili, tanti rifiuti, un buon numero di spirografi (ma nettamente meno abbondanti della precedente occasione), un  granchio Carcinus maenas, un granchio testa di morto Ilia nucleus ed … un coniglio!

Alle 14:30 tiro la testa fuori dall’acqua ed è iniziato un temporale, piove e si vedono fulmini in lontananza. Giuseppe ed il suo amico sono già al riparo sotto una tettoia metallica, hanno già rimosso le mute e ci attendono per facilitare la nostra uscita dall’acqua. Mimmo è qualche decina di metri avanti a me e lo raggiungo mentre esce fuori dall’acqua con ancora le bombole indossate. E’ una gran sorpresa vedere i progressi che ha fatto il mio amico Prof. che ha ormai una forma fisica invidiabile e la cosa  mi rende molto felice.

Esco anch’io dall’acqua con Peppino che prende la mia fotocamera per evitarmi cadute accidentali pericolosissime, guadagno la prossimità dell’auto, aziono il telecomando e mi infilo nel bagagliaio per spogliarmi al riparo dalla pioggia. Appena mi sono cambiato salto sul sedile di guida e trasferisco l’automobile in prossimità della tettoia dove mangiamo le mozzarelle e la pizza che ha portato Giuseppe.

Alle 15:30 dopo qualche foto ricordo della giornata, salutiamo i nostri amici, ripartiamo verso casa, con la pioggia torrenziale ed il sole che si alternano più volte durante il percorso. Ci fermiamo alle 17 per una breve sosta, per mangiare un gelato e sorseggiare un caffè, ma subito ci rimettiamo in cammino. Alle 18:30 siamo di nuovo a Torre Annunziata dove lascio Mimmo; il cielo ci accoglie con un doppio arcobaleno. Saluto il mio fraterno amico ringraziandolo per la bella giornata trascorsa insieme e mi rimetto in viaggio per Sorrento.

Impiego un’ora per tornare a casa a causa del traffico. Appena arrivato provvedo al risciacquo della fotocamera e della muta stagna, poi vado a fare doccia e a prepararmi per andare a mangiare una pizza con la mia famiglia.

 

 

 

La Repubblica – Napoli

Un sentito ringraziamento a te caro Pasquale Raicaldo!

© La Repubblica – Pasquale Raicaldo

Ci sono un pesciolino che riposa tra le chele di un granchio di plastica giocattolo, istantanea iconica delle interazioni tra organismi marini e rifiuti, e una polpessa in sospensione in un mare nero pece. E ancora: una castagnola intrappolata in un retino abbandonato e un tonnetto immortalato in una posa struggente, agonizzante,  catturato in una rete da pesca.

I fotografi campani conquistano l’Australia, facendo incetta di riconoscimenti al prestigioso Ocean Geographic Pictures of the Year. Premiazione in diretta web durante il World Ocean Day con soddisfazioni per Marco Gargiulo e Pasquale Vassallo, nomi di spessore della fotografia subacquea italiana. Il primo si è aggiudicato il primo posto nella categoria “Small Exotic Animals” con la foto di un Octopus macropus e il secondo posto nella categoria “Fish Behaviour” con il sorprendente scatto del pesce che riposa nell’abbraccio del granchio giocattolo.

“Foto scattate a miglio zero, nel mare della mia Sorrento e in particolare a Marina Grande durante le immersioni notturne invernali – spiega Gargiulo – Il mio impegno è quello di far conoscere la vita sottomarina a tutte le persone che non vanno in mare e sensibilizzare la popolazione ad un maggior rispetto e salvaguardia di una risorsa che è la principale fonte di turismo per i nostri luoghi e che spesso – e mi riferisco anche al turismo subacqueo – non viene adeguatamente valorizzata”. Doppia menzione d’onore, invece, per Pasquale Vassallo: le sue istantanee, che coniugano ricerca del senso estetico e spirito documentaristico, raccontano la battaglia tra uomo e pesci, nel mare di Marina Grande,  a Bacoli.

 

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/foto_super_per_raccontare_il_mare_campano_in_australia_premi_per_vassallo_e_gargiulo-305263450/

Riapertura Stazione Zoologica di Napoli “Anton Dohrn”

Dopo la notte insonne per seguire la premiazione del concorso fotografico, la mia giornata di ferie prosegue con la partecipazione all’apertura, dopo sei anni di restauro, dell’Aquarium di Napoli. 

E’ stata l’occasione di incontrare alcuni vecchi amici e conoscerne di nuovi, con i quali continuare la collaborazione fotografica sviluppata in questi anni. 

Confesso di esser rimasto sorpreso del nuovo allestimento, memore del fascino che trasudava dalle imponenti vasche che ho ammirato fin da bambino, tornerò prossimamente per godermi una visita più intima e dettagliata, insieme ai miei amici della SZN, pronto ad intraprendere nuove collaborazioni con l’istituto nel quale da bambino ho sognato di lavorare! 

Ocean Geographic Picture of the Year 2021

 

E’ stata una fatica enorme svegliarsi alle 3 di notte per seguire la diretta zoom dall’Australia fino alle 6 ma … sono felicissimo per il risultato ottenuto nel prestigioso concorso internazionale Ocean Geographic Pictures of the Year 2021. 
 
Sono risultato il vincitore nella categoria Small Exotic Animals ed ho ricevuto anche una Runner Up (2° posto) nella categoria del Fish Behaviour con due foto scattate nel mio mare di Sorrento, durante le amate immersioni notturne invernali.
 
Oggi celebriamo la giornata mondiale degli oceani, questo è un grande messaggio su ciò che dobbiamo fare per proteggere i nostri oceani.

 

Grazie all’Ocean Geographic e a tutti i prestigiosi giudici, e complimenti a tutti fotografi premiati, tra i quali ci sono alcuni cari amici italiani, Pietro Cremone, Pasquale Vassallo, Claudio Ceresi, Claudio Zori, Gaetano Anzalone e Gaetano Dario Gargiulo.

La qualità delle opere era superlativa e per questo sono particolarmente soddisfatto.
Mi sento onorato di essere presente in tale gruppo prestigioso di fotosub. #oceangeografico, #ogpicturesoftheyear, #OGPICOTY
 

http://ogpicoty.ogsociety.org/results-2021/

 

Fotografia Subacquea – Underwater Photography