Mitigliano con Mimmo, Edo e Stefano

Il forte vento di Nord-Est mi mette in allarme, contatto Edoardo con WhatsApp che mi conferma che si esce comunque, destinazione da definire in funzione delle condizioni meteo.

UnknownPerfetto, monto il 105 mm per effettuare qualche altra prova in doppia esposizione e raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter. E’ ancora qui a Massa Lubrense l’amico Stefano Pietrobon che mi fa omaggio di un bellissimo calendario “il regno degli squali” da lui realizzato, oltre a Mimmo, Edo e Virgilio. Decidiamo di andare a Mitigliano dove il mare è più calmo. Ci tuffiamo nei pressi della grotta ed entriamo nella prima camera dove ci sono numerosi gamberi Palaemon serratus e qualche gambero meccanico. Più dentro, verso la strettoia, una musdea si nasconde tra le alghe morte depositate sul fondo, al riparo di un sasso. Mentre mi trattengo a fotografare vengo superato da  Edoardo e Ivana che entrano nello stretto passaggio dove vivono le diafane attinie Halcampoides purpurea. Qui abbondano anche i misidiacei di cui le attinie rosa si nutrono, ma certamente sono anche il cibo per le botole nere che abitano l’ultima porzione della grotta. Non riesco a vedere nessun Oligopus ater, subito disturbati dalle luci degli altri sub. Dopo poco esco dalla grotta lasciando Stefano e Mimmo intenti a fotografare un granchi facchino e torno all’esterno in cerca del sole … mi occorre la luce per le mie prove. Proseguo quindi lungo la parete in direzione della spiaggia dove Gianluigi ci attende con il gommone, fermandomi ogni tanto a scattare qualche immagine ai saraghi. Quando riemergo però, mi accorgo di avere il vento contro e la barca a grande distanza! Non resta che “incamminarsi” in superficie fino a raggiungere l’asciutto, attendendo il rientro anche del gruppo di fotografi che si è trattenuto nella caverna. La navigazione verso il porto è ricca di spruzzi d’acqua, il vento è aumentato ed il mare si è increspato ulteriormente. Ancora una bella giornata trascorsa in mare, peccato solo che la notturna programmata per la sera debba essere abortita a causa delle avverse condizioni meteomarine.

Banco di Santa Croce con Mimmo, Edo e Stefano

Sono entrato nell’ultima settimana di ferie, lunedì prossimo sarò in giacca e cravatta al posto di maschera e pinne! Bisogna quindi capitalizzare al meglio questi giorni, ergo, stamane, di buon mattino sono andato a Massa Lubrense per immergermi con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.

Lungo il tragitto che mi porta al porto di Marina della Lobra incontro sullo scooter Virgilio Liguori che è anch’egli diretto al diving. Quando arriviamo troviamo anche l’amico Stefano Pietroso, venuto da lontano per una vacanza fotografica nel Golfo di Napoli presso il diving notoriamente amico dei fotosub. Oggi infatti siamo in tanti armati di fotocamera subacquea, ad iniziare dal Prof. Roscigno con la sua Nauticam per Sony Alfa 7R II, Edoardo e Stefano con le Seacam, Virgilio con una Underwave Igloo ed io con la mia inseparabile rossa Isotta D800.

Ieri sera ho avuto molti dubbi sulla scelta dell’ottica, poi ho deciso di montare in ogni caso il grandangolare al posto del 105 mm. Nelle immersioni come quella odierna al Banco di Santa Croce, l’ideale sarebbe poter portare in acqua due scafandri con diversa configurazione …. sarà per la prossima volta.

Raggiungiamo velocemente la boa di ormeggio, c’è solo una barca di subacquei che stanno risalendo. L’acqua nei primi metri è torbidissima ma come sempre, si “apre” in fondo con una visibilità accettabile per godere a pieno dello spettacolo che si può ammirare. Cernie, dentici, salpe, saraghi, qualche aquila di mare e miriadi di castagnole rosse e nere, un “tuffo” al cuore in ogni angolo della secca. Eseguo un passaggio nello “spacco” poi mi dirigo alla “secca di terra” per poi tornare sul “cappello” dove una cernia rossa volteggia tra le salpe. L’aria nelle bombole non è mai abbastanza quando ci si immerge in questo paradiso. Malinconicamente saluto i docili pinnuti per effettuare la risalita e la decompressione, con impresse negli occhi le immagini delle magnifiche cernie che si lasciano ammirare in questo magico tratto di mare.

Punta Campanella con Mimmo

Mi sembra incredibile, ad agosto inoltrato, che solo oggi sia riuscito ad immergermi con il mio caro amico e maestro Mimmo. Abitualmente le immersioni con il Punta Campanella Diving hanno un’unica costante … la presenza del Prof. Roscigno nei pressi della consolle di guida del gommone! Impegni vari lo hanno tenuto lontano ma finalmente ha ripreso possesso del suo mare.

Partiamo alla volta di Punta Campanella dopo aver effettuato un cambio di configurazione della fotocamera. Ho montato il 105 mm al posto del Sigma 15 mm per effettuare delle prove in doppia esposizione. Appena ormeggiati alla boa gialla, mi tuffo e scendo sul panoro a circa -20 metri, mi muovo pochissimo restando quasi sempre in prossimità dei massoni che si sollevano dal fondo. Qui ci sono tanti saraghi fasciati, le tanute, le donzelle e alcuni scorfani. Una piccola cernia mi sorprende nascondendosi prima che possa fotografarla, vedo anche un pesce pappagallo, ma lo perdo quasi subito di vista mentre armeggio con la fotocamera per cambiare le impostazioni di scatto. Attendo il rientro di Mimmo che è sceso lungo la parete ed effettuiamo insieme la decompressione mentre Gianluigi con il rombo del fuoribordo ci segnala che è tempo di risalire dopo 80′ d’immersione. Immancabile poi un selfie ricordo con l’amico Mimmone.

Grotta di Mitigliano con Arturo

Suona la sveglia e contemporaneamente squilla il telefono … è Arturo che vuole sapere quale obiettivo montare. Sono le 6:30 e ieri sera sono andato a dormire all’1:30!

L’appuntamento è per le 7:00 al porto di Sorrento con mia madre per uscire con l’Armarc. Soffia un vento teso di grecale che agita al largo il mare, dopo qualche titubanza durante la quale decidiamo di risalire a casa per prendere gli obiettivi macro che non avevamo predisposto, torniamo al porto. Proviamo ad uscire comunque con direzione Banco di Santa Croce, la nostra meta programmata, ma quando arriviamo nei pressi della Punta Scutolo, decidiamo di tornare indietro e andare ad immergerci a Cala di Mitigliano, dove saremo ridossati dal mare agitato. La navigazione è lunga e ci consente di effettuare anche le modifiche alle nostre attrezzature. Arturo abbandona il Tokina 10-17 mm e monta il Micronikkor 60 mm sulla sua Nikon D7000. Io conservo la configurazione montata, il Sigma 15 mm sulla Nikon D800e, salvo poi cambiare per il Micronikor 105 mm. Raggiungiamo la baia ed ancoriamo nei pressi della grotta. L’acqua è limpida e fredda.

Entriamo all’interno della caverna, mentre Arturo fotografa i tanti gamberi presenti, proseguo verso l’interno e risalgo nel camino che porta in superficie. Mi trattengo pochi attimi perché la risacca si sente forte a livello superficiale e torno subito sul fondo dove mi attende mio fratello. Proseguiamo nel basso passaggio dove un singolo esemplare di Halcampoides purpurea si ritrae nella sabbia rifuggendo la luce dei nostri fari. Passo oltre ed entro nell’ultima camera da un piccolo cunicolo basso ed attendo l’ingresso di Arturo dal percorso principale. Qui troviamo una piccola brotola nera Oligopus ater che vive nella parte completamente oscura della cavità. Effettuiamo i nostri scatti, poi torniamo indietro e mi fermo ad scattare foto all’ingresso. Avviso poi Arturo che ho intenzione di tornare in barca per cambiare obiettivo e lo saluto. Procedo come convenuto, con l’aiuto di mia madre sostituisco la lente e torno in acqua. Trascorro solo qualche altro minuto rendendomi conto che la risacca è fastidiosa e disturba eccessivamente le prove che avevo intenzione di effettuare. Decidiamo quindi di risalire per tornare a casa dove, dopo aver pranzato con la famiglia, mi “schianto” sul letto per una dormita ristoratrice.

Puolo con Punta Campanella Diving – Immersione Notturna

Quella odierna è una giornata complicata, inizia con un temporale ed il funerale di una cara amica, investita sotto casa mentre attraversava sulle strisce pedonali. Prosegue con un appuntamento inderogabile con l’assemblea di condominio dalla quale fuggo via alle 19:15 per un altro inderogabile appuntamento …. con il Punta Campanella Diving!

Passo a prendere la borsa con la fotocamera e raggiungo Massa Lubrense con leggero ritardo sul programma. Quando arrivo i clienti sono vestiti mentre seguono il briefing della loro prima immersione notturna. Ho così il tempo di preparare l’attrezzatura e farmi trovare pronto quando è il momento di salpare. Il meteo promette pioggia, nonostante il bel tramonto che colora l’orizzonte. Il mare è agitato ed alcuni spruzzi ci bagnano nel trasferimento verso la Cala di Puolo.  C’è ancora molta luce quando mi immergo, anticipando di qualche minuto il gruppo. Viste le condizioni meteo variabili, conveniamo con lo staff una durata di 40 minuti d’immersione.

Scendo sul pendio sabbioso in cerca della piccola razza, ma non ne vedo traccia. Sotto i – 20 metri l’acqua è più limpida e mi consente di sorvolare ampie distese del fondo. Ad un tratto vedo nel buio il rosso inconfondibile di una “gallinella”, come sempre, spengo la torcia di ricerca ed accendo il faro montato sulla fotocamera. Incredibilmente perdo più tempo del solito e “perdo” il punto individuato precedentemente e così anche il pesce. Un errore grave ma che è conseguenza delle mie non perfette condizioni psico-fisiche. Proseguo così il mio giro spostandomi verso la parete, dove trovo un  cavalluccio marino, un esemplare femminile di piccole dimensioni, nascosto tra le foglie di Posidonia. Dedico così l’attenzione a scattare con lo snoot, ma del risultato non sono soddisfatto. Finisce così una lunga e pesante giornata, unica nota positiva, aver effettuato una “ricarica” di Azoto!

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Dopo la bella giornata trascorsa al mare con la famiglia in massimo relax, verso sera raggiungo mio fratello Arturo, mio nipote Enrico e mia madre Maria Rosaria al porto di Sorrento. Stasera usciamo con l’Armarc per andare a fare una immersione notturna a Puolo. Appuntamento ore 20:00 in banchina, li raggiungo con lo scooter carico più del solito, con monobombola e due macchine fotografiche ed attendiamo che la notte sopraggiunga, montando le attrezzature direttamente al porto. Solo verso le 20:30 ci muoviamo per raggiungere il luogo prescelto. Quando arriviamo dopo una mezz’ora, mio nipote Enrico approfitta per fare qualche capriola e qualche tuffo dalla barca. Ci immergiamo con una configurazione simile, stesso obiettivo, il Tokina 10-17 mm, stesso scafandro Isotta, cambiano solo le fotocamere Nikon D7200 con Microdome Isotta e D7000 con Minidome Isotta.

L’acqua nei primi metri è molto torbida, cambia sensibilmente sotto i -20 metri dove il termoclino si avverte in corrispondenza del cambio di visibilità. Sul fondo i soliti gronchetti e pesci lucertola, una seppia e … una piccolissima razza! E vai!!! L’animale riposa sul fondo ed inizia a spostarsi, comincio a scattare io, Arturo mi attende e sfrutta le occasioni che capitano quando si allontana andando verso di lui. Lo lascio così lavorare fin quando non torna a tiro del mio microdome. Proseguo gli scatti seguendo i movimenti flessuosi del piccolo pesce cartilagineo che raggiunge la parete rocciosa e balza via nel buio della notte. La seguo e scatto a ripetizione, anche se la scelta dell’obiettivo non è stata ottimale, viste le esigue dimensioni dell’animale. La razza ci porta ad oltre – 35 m di profondità quando siamo costretti a salutarla per effettuare la decompressione. Ci scambiamo un segno d’intesa e risaliamo lungo la parete. Siamo soddisfatti e felici, proprio una gran bella serata di mare!

Grotta dello Zaffiro con Lorenza

Svegliarsi stamattina è durissimo, lo è ancora di più per mia figlia Lorenza che ha tirato tardi in discoteca con le amiche. Il meteo è incerto, il cielo è nuvoloso e promette pioggia. Ho preparato la fotocamera Nikon D7200 con il Tokina 10-17 mm ed il Microdome di Isotta, appositamente realizzato per me. Passiamo rapidamente per il garage a prendere l’attrezzatura di Lorenza poi raggiungiamo il Punta Campanella Diving. Quando apriamo le borse ci accorgiamo di due “mancanze”: il GAV di Lorenza e … i cavi syncro flash in fibra ottica! Maledizione, non è giornata, la fretta è sempre cattiva consigliera. Partiamo alla volta della Grotta dello Zaffiro dopo aver modificato l’assetto della fotocamera utilizzando solo i faretti Archon e Gralmarine. La navigazione è accidentata, le onde sono alte e soffia vento che alza spruzzi d’acqua sui nostri volti, quando arriviamo nei pressi della caverna il mare è più calmo, protetto dal promontorio di Punta Campanella. Mi tuffo subito con Lorenza ed entriamo nella grotta, subito dopo segue il gruppo. Emergiamo all’interno ed ammiriamo le bellissime strutture calcaree che arricchiscono la grotta. Sostiamo brevemente all’interno ed usciamo di nuovo, dopo aver esplorato anche il buco profondo che collega la grotta con l’esterno. Proseguiamo l’immersione mantenendo la parete sulla nostra destra. L’intento sarebbe quello di raggiungere la spugna gialla che si trova sulla parete, ma è molto distante, non so se riusciremo ad arrivarci. Approfitto così per far fare qualche prova a Lorenza con la “sua” fotocamera Nikon D7200, mi metto in posa per lei nei pressi di una gorgonia gialla, lasciandole la possibilità di familiarizzare con i comandi e la regolazione delle luci.

Non ci accorgiamo di esser stati superati dal gruppo, non vedendoli, decidiamo di tornare indietro verso la grotta. Lungo il percorso vedo una catasta di pietre bianche nei pressi di uno scoglio … come atteso, un grosso polpo ossigena le uova appese al soffitto. Anche in questa situazione non è possibile realizzare delle buone foto, le luci sono ormai scariche ed il buco troppo piccolo per infilare lo scafandro all’interno. Risaliamo così lungo la parete, dove ci sono nuovi segni del passaggio dei pescatori di datteri di mare, in attesa di Gianluigi che è alle prese con il gruppo di sub che riemerge ad oltre 100 metri da noi, nei pressi della spugna Axinella. Non resta che attendere pazientemente in superficie per essere recuperati e fare ritorno al porto, quella di oggi è proprio una giornata NO!

Boa degli Spirografi con Arturo

Domenica mattina, le spiagge sono affollate, l’unica possibilità per trovare qualche ora di tranquillità è uscire prestissimo al mattino. Così ho fatto appuntamento alle 8:15 con mio fratello Arturo, mio nipote Enrico e mia Madre Maria Rosaria per andare in acqua con la nostra barca Armarc. Ci vediamo al garage per prendere le bombole e l’attrezzatura e caricarle su due scooter. Raggiungiamo il porto e dopo una piccolissima navigazione, ormeggiamo ad una delle boe che sono disseminate nello specchio d’acqua antistante la Marina Grande di Sorrento.

Alle 9:00 stiamo già discendendo lungo il cavo, ricoperto da spirografi. Raggiungiamo il fondo ma dopo qualche minuto segnalo l’intenzione di cambiare sito. Risaliamo ed esploriamo anche un’altra boa per trovare quella più ricca di “fiocchi”. La seconda è peggiore della prima, ma se non altro, abbiamo individuato quelle da evitare la prossima volta! Alle 10:30 sono già sullo scooter per tornare a casa prima di andare in spiaggia con le mie donne.

Vervece

La mattinata è trascorsa tra mille commissioni, compreso il ritiro dello scooter dopo la revisione periodica biennale. Così, dopo aver accompagnato la famiglia al mare, sono andato a Massa Lubrense per una immersione pomeridiana al Vervece.

Arrivo con largo anticipo, godendomi la tranquillità che regna qui giù a Marina della Lobra. Alle 15:00 siamo pronti per uscire con il gommone, con un folto gruppo di subacquei romani appena “sbarcati” al Punta Campanella Diving Center. In acqua con me oggi ci sono Claudia e Gianluigi. Il vento di maestrale è montato come di consueto e smuove la superficie del mare, sollevando molti spruzzi durante la navigazione. Vittoria ci assiste in barca e mi passa la fotocamera “armata” ancora una volta con il Micro Nikkor 105 mm. Mi immergo sul versante Nord dello scoglio e vado verso le gorgonie rosse ma mi fermo prima a fotografare alcuni Anthias anthias. Quando provo a doppiare la punta, la corrente intensa mi consiglia di tornare indietro, al riparo della roccia. Mi fermo così a fotografare ancora la coppia di castagnole che è intenta a deporre le uova sulla telecamera di sorveglianza. Proseguo ed incontro il gruppo di sub di ritorno dal “Viale delle Gorgonie”, qui si avvistano alcune cernie e qualche dentice. E’ qui che stazionano oggi i barracuda, sfilano in sequenza davanti al mio obiettivo. Li seguo per un po, ma non riesco a fotografarli frontalmente come avrei voluto, a causa dell’alto numeri di subacquei attualmente in acqua. Proseguo ed effettuo un giro superficiale completo dello scoglio. Saraghi, una cernia rossa e tante donzelle mi guidano fino al pianoro dove riposa la statua della Madonna. L’aria scarseggia, quindi risalgo in parete per terminare l’immersione, dove una grossa murena sonnecchia nella sua tana. Mi trattengo i minuti necessari a smaltire l’azoto accumulato e dopo poco sono fuori dell’acqua. Resto vestito sul gommone e scendo a terra con tutta l’attrezzatura ancora addosso, ottimizzando i tempi al massimo. Alle 17:00 sono già sullo scooter pronto per andare a riprendere la mia famiglia di rientro dal mare.

Puolo – Immersione Notturna

La giornata è molto intensa. Non sono abituato ad effettuare tre tuffi in Mar Mediterraneo e sono molto felice di questo. Ritorno in acqua con Vittoria e Claudia che mi confidano di non aver mai visto lo Zeus faber. Bene, ho promesso loro di segnalarne immediatamente la presenza in acqua … speriamo bene.

Raggiungiamo lentamente la Cala di Puolo, attendendo il completo calare delle tenebre. Alle 21:00 siamo pronti e scendiamo lungo l’ancora sul fondo sabbioso. Qui sono in azione alcuni piccoli gronchi e qualche polpo. Seguo il pendio senza spingermi troppo in profondità a causa dell’azoto residuo delle precedenti immersioni. Torno nei luoghi dove solitamente rinvengo le specie più interessanti, anche se ad una batimetria minore. E’ proprio dove immaginavo che riconosco  la pinna dorsale di un piccolo esemplare di Pesce San Pietro. Immediatamente dopo il primo scatto, segnalo freneticamente l’avvistamento ai miei compagni d’immersione. Vittoria è la prima ad arrivare, segue a ruota Claudia ed il restante gruppo. Lascio a loro la possibilità di ammirarlo e passo oltre, sperando in altri fortunati incontri. Mi dedico così a familiarizzare con la nuova Isotta D7200 ed il micro nikkor 40 mm fotografando i pesciolini addormentati sul fondo. Termino l’immersione sotto la barca, lasciando la potente torcia accesa. Arrivano una miriade di anellidi guizzanti attirati dalla luce, in lontananza disco a scorgere decine di piccoli calamari anch’essi attirati dalla fonte luminosa. Attendo a lungo sperando che si possano avvicinare fino ad arrivare a “tiro” dei miei flash, ma dopo poco non riesco più a vederli nel buio. Risalgo a bordo prima degli altri, cosa assolutamente anomala, ma assolutamente soddisfatto della serata.

Rientrati al diving, mentre smonto la fotocamera, squilla il telefono, è mia moglie che stranamente chiama non attendendo la mia “canonica” telefonata di fine immersione. Mi allarmo subito, asciugo le mani e prendo il telefono … “Tutto ok, ma Lorenza è stata investita da un taxi mentre rientrava a casa, stiamo andando in ospedale a fare una radiografia“. Avviso Gianluigi e fuggo via sullo scooter, mi precipito all’ospedale dove, fortunatamente, i danni fisici subiti dalla ragazza sono minimi, mentre il suo scooter è praticamente inservibile. La serata si conclude così con grande souspance, ma fortunatamente anche con un grande sollievo e … la promessa dell’acquisto di un nuovo scooter, approfittando dell’imminente 18° compleanno!