Secca di Vetara con Enzo e Mimmo

E’ dall’istituzione dell’A.M.P. di Punta Campanella che non mi immergevo alla Secca di Vetara, zona A della riserva marina. Quando ieri ho saputo del programma odierno del Punta Campanella Diving, ho disdetto altri impegni subacquei e mi sono aggregato alla spedizione. Avevo sentito tramite sms l’amico salernitano Enzo Troisi convincendolo a venire con noi, l’occasione giusta per fargli provare il Tokina 10-17 mm con microdome di Isotta sulla sua custodia per D800.

Il gommone oggi è stracolmo di bombole e fotocamere, ci sono anche Mimmo con Monica, Edoardo e Virgilio. Navighiamo velocenente verso la meta con mare calmo e cielo sereno, posizioniamo il pallone segnasub sulla secca e ci tuffiamo, ma la corrente rende difficoltosa la discesa. Iniziamo a scendere mantenendo la parete alla nostra sinistra, andando in direzione dell’isolotto di Vetara. La secca oggi è molto diversa da come la ricordavo, con la roccia nuda coperta da ricci, stelle e spugne, miriadi di donzelle pavonine e castagnole. Adesso sembra essere nel “Mar dei Sargassi” come l’ha definito il mitico prof. Roscigno, con una copertura algale bruna che non lascia segno della roccia sottostante. Le donzelle sono meno presenti mentre abbondano le castagnole, gli sciarrani ed i tordi. Proseguiamo fino a raggiungere una piccola grotta sita a circa -30 m, poi passiamo sull’altro versante effettuando il ritorno. Una piacevole passeggiata per i subacquei nell’acqua limpida, meno interessante per noi dal punto di vista “fotografico”. Quando raggiungiamo l’ancorotto del pallone, Claudia, una delle guide del diving, ci mostra un gattuccio che riposa nella stretta spaccatura che si trova base di un grosso scoglio sul quale c’è anche un brandello di rete da pesca abbandonata con una lisca di un pesce impigliata tra le sue maglie, segno della continua violazione delle regole all’interno dell’A.M.P. . Ritorniamo al porto tra mille risate, fantasticando sui “incredibili” incontri che avremmo potuto fare … nel Mar dei Sargassi!

Scoglio Marcellino di Capri con Edo

Ultimo giorno di ferie estive, da lunedì si torna a lavorare, in questa settimana sto accumulando qualche scorta di azoto per sopravvivere ai lunghi ed intensi mesi che mi attendono.

Arrivo alle 9:00 al diving, breve passaggio al bar con lo staff del Punta Campanella Diving poi a preparare le attrezzature. Mi dicono che è prevista immersione a Fossa Papa, non il massimo per la configurazione montata con il Superdome ed il Sigma 15 mm. Quando sopraggiunge Edoardo apprendo favorevolmente di un cambio di programma. Andiamo così a Capri, dalla quale manco da alcuni anni. Molto meglio così! Il mare è calmo ed il cielo sereno con grande caldo. Navighiamo velocemente verso l’isola azzurra fino ad ormeggiare nei pressi dello Scoglio Marcellino. Approfitto per fare una foto ai faraglioni e ad un veliero ultratecnologico e mi accorgo di aver lasciato il tappo sull’obiettivo! Fortunatamente ho modo di toglierlo prima di andare in immersione. Scendiamo lungo la parete fino a raggiungerne la base che termina sulla sabbia. Con Edo e Ivana raggiungiamo gli scogli isolati coperti di gorgonie rosse ed avvolti da una nuvola rosa di castagnole. Lo spettacolo è indescrivibile, peccato poter sostare solo pochi minuti ad oltre -50 metri. Risaliamo lungo la parete passando per il piccolo arco sommerso su cui Gianluigi ha avvistato un riccio melone e risaliamo nella baia dove ci attende Vittoria un gommone, effettuando la decompressione circondati dalle donzelle e castagnole. Una bellissima immersione, davvero magnifica! Grazie Edoardo per aver cambiato programma!

Banco di Santa Croce con Pietro

Sono le 2:00 quando finalmente mi addormento dopo aver messo in carica le batterie dei flash e delle torcie subacquee. L’appuntamento è al diving alle 8:30 per un tuffo mattutino al Banco di Santa Croce con Pietro Formis. Il vento sembra calato quando mi affaccio dalla finestra di casa, mi preparo e monto il Sigma 15 mm ed il superdome sulla Isotta D800. Lascio le mie figlie che dormono e vado al diving dove è tutto pronto, con le bombole già a bordo! Ringrazio ufficialmente quindi Claudia e Vittoria che mi hanno reso un grande favore …. ma almeno la prossima volta montatemi pure il GAV! Ahah 😄

Il vento rinforza ed il mare pure, le onde vengono tagliate dalla prua del gommone sapientemente manovrato da Gianluigi che ci porta in una trentina di minuti a destinazione. Ormeggiamo alla boa e stendiamo una cima con galleggiante per aiutare i sub a contrastare la forte corrente superficiale. Quando Mary e Pietro sono pronti, li accompagno nella discesa lungo la cima ancorata allo scoglio principale, la visibilità migliora sensibilmente in profondità e la corrente svanisce. Andiamo subito alla Savaglia savaglia, dopo aver ammirato 3 grandi cernie brune che volteggiano nei pressi del “pizzo fiorito”. Oggi finalmente i polipi delle gorgonie sono aperti, ma ho qualche problema al flash di sinistra che non sempre scatta. L’handicap mi affligge per tutta l’immersione, anche quando le pareti ricoperte di spugne gialle frammiste di gorgonie rosse lasciano il posto alla spugna Axinella. Pietro e Mary mi seguono estasiati dal magnifico spettacolo della parete sommersa. Edo ed Ivana sono andati alla secca di terra, mentre il gruppo di sub capitanato da Lisa è andato nella grotta, per poi proseguire in giro sulla secca principale. Terminiamo l’immersione ammirando il giardino fiorito di margherite di mare che si trova nei pressi della sagola che ci segnala la boa. Non resta che effettuare la decompressione conservando negli occhi lo spettacolo che ogni volta il Banco di Santa Croce riesce a regalare. Il ritorno in porto è molto più agevole con il vento in poppa. Quando rientriamo al diving, Mimmo ci aspetta, pronto per uscire di nuovo con il gruppo con direzione Capri. Peccato non potermi trattenere con loro, saluto tutti e rientro a casa per poi tornare in spiaggia con le mie figlie.

Puolo con Pietro, Edo e Mimmo – Immersione Notturna

Torno a Massa Lubrense dopo esser stato al mare con Lorenza e Lidia ed al supermarket con mia moglie, rientrata da lavoro, il vento è ancora teso ed il mare continua ad essere increspato. Ho sostituito l’obiettivo 105 mm con il più versatile 60 mm ed ho portato con me ancora lo snoot di Fabio Iardino con cui sto familiarizzando sempre più. Al diving sono tutti pronti, attendiamo che faccia buio e partiamo alla volta di Puolo dove ci immergeremo. Le onde sono formate e nella baia c’è tanto beccheggio e rollio. Al fine di evitare il mal di mare, scendo immediatamente dopo aver ancorato il gommone. Scendo lungo il pendio seguito da Pietro Formis e Mary, mentre Mimmo, Ivana ed Edoardo sono ancora in superficie. Segnalo qualche piccolo gronco delle baleari, poi alcuni calamari, infine un cappone ubriaco. Inizio a fotografarlo con lo snoot, quando arriva Pietro con il suo minidome gli lascio campo libero per fotografare con calma. Proseguo la ricerca sul pendio di qualche soggetto, ma questa sera lascia a desiderare per numero di incontri. Poco male, mi dedico a “snoottare” alcuni scorfanetti e qualche tordo addormentato tra le alghe. Dopo 80′ d’immersione, mentre Pietro è alle prese con un enorme tordo pavone con un parassita sulla coda, sono costretto ad avvisarlo che è tempo di risalire in barca e tornare a terra dove ci attende una magnifica pizza.

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving

Alcune gocce di pioggia cadono sulla sella del mio scooter quando mi metto in movimento per Massa Lubrense. Ho indossato anche una giacca di tuta per ripararmi dal vento freddo che continua incessante a soffiare. Il mare è ancora smosso dal grecale e le onde sono maggiori rispetto a ieri, fortunatamente le condizioni consentono comunque di uscire in mare, così ci dirigiamo allo Scoglio Penna, subito dietro Punta Campanella dove il mare è piatto. L’acqua è limpida e non c’è corrente. Mi tuffo per primo lasciando il gruppo intento alla vestizione. Mi dirigo con il mio 105 mm nei pressi del foro passante tra gli scogli e mi fermo a fotografare una famiglia di Apogon imberbis che staziona nei pressi di un grande masso che si trova lungo il pendio. Trascorro quasi tutta l’immersione tentando di fotografare in primo piano i rossi pinnuti, ma solo a casa mi accorgo che il selettore  della messa a fuoco si era spostato inavvertitamente sulla distanza minima di 50 cm! Controllo quindi l’orologio e sono trascorsi quasi i 60′ convenuti, risalgo così a bordo del gommone insieme al gruppo di clienti e ritorniamo alla base. Quando arriviamo al diving è finalmente arrivato l’amico Pietro Formis che è pronto ad uscire in mare con Edoardo e Mimmo con direzione Mitigliano.

Saluto tutti e vado al mare a Sorrento con le mie figlie, monitorando continuamente le condizioni meteomarine perché …. stasera si torna in acqua!

Mitigliano con Mimmo, Edo e Stefano

Il forte vento di Nord-Est mi mette in allarme, contatto Edoardo con WhatsApp che mi conferma che si esce comunque, destinazione da definire in funzione delle condizioni meteo.

UnknownPerfetto, monto il 105 mm per effettuare qualche altra prova in doppia esposizione e raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter. E’ ancora qui a Massa Lubrense l’amico Stefano Pietrobon che mi fa omaggio di un bellissimo calendario “il regno degli squali” da lui realizzato, oltre a Mimmo, Edo e Virgilio. Decidiamo di andare a Mitigliano dove il mare è più calmo. Ci tuffiamo nei pressi della grotta ed entriamo nella prima camera dove ci sono numerosi gamberi Palaemon serratus e qualche gambero meccanico. Più dentro, verso la strettoia, una musdea si nasconde tra le alghe morte depositate sul fondo, al riparo di un sasso. Mentre mi trattengo a fotografare vengo superato da  Edoardo e Ivana che entrano nello stretto passaggio dove vivono le diafane attinie Halcampoides purpurea. Qui abbondano anche i misidiacei di cui le attinie rosa si nutrono, ma certamente sono anche il cibo per le botole nere che abitano l’ultima porzione della grotta. Non riesco a vedere nessun Oligopus ater, subito disturbati dalle luci degli altri sub. Dopo poco esco dalla grotta lasciando Stefano e Mimmo intenti a fotografare un granchi facchino e torno all’esterno in cerca del sole … mi occorre la luce per le mie prove. Proseguo quindi lungo la parete in direzione della spiaggia dove Gianluigi ci attende con il gommone, fermandomi ogni tanto a scattare qualche immagine ai saraghi. Quando riemergo però, mi accorgo di avere il vento contro e la barca a grande distanza! Non resta che “incamminarsi” in superficie fino a raggiungere l’asciutto, attendendo il rientro anche del gruppo di fotografi che si è trattenuto nella caverna. La navigazione verso il porto è ricca di spruzzi d’acqua, il vento è aumentato ed il mare si è increspato ulteriormente. Ancora una bella giornata trascorsa in mare, peccato solo che la notturna programmata per la sera debba essere abortita a causa delle avverse condizioni meteomarine.

Banco di Santa Croce con Mimmo, Edo e Stefano

Sono entrato nell’ultima settimana di ferie, lunedì prossimo sarò in giacca e cravatta al posto di maschera e pinne! Bisogna quindi capitalizzare al meglio questi giorni, ergo, stamane, di buon mattino sono andato a Massa Lubrense per immergermi con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.

Lungo il tragitto che mi porta al porto di Marina della Lobra incontro sullo scooter Virgilio Liguori che è anch’egli diretto al diving. Quando arriviamo troviamo anche l’amico Stefano Pietroso, venuto da lontano per una vacanza fotografica nel Golfo di Napoli presso il diving notoriamente amico dei fotosub. Oggi infatti siamo in tanti armati di fotocamera subacquea, ad iniziare dal Prof. Roscigno con la sua Nauticam per Sony Alfa 7R II, Edoardo e Stefano con le Seacam, Virgilio con una Underwave Igloo ed io con la mia inseparabile rossa Isotta D800.

Ieri sera ho avuto molti dubbi sulla scelta dell’ottica, poi ho deciso di montare in ogni caso il grandangolare al posto del 105 mm. Nelle immersioni come quella odierna al Banco di Santa Croce, l’ideale sarebbe poter portare in acqua due scafandri con diversa configurazione …. sarà per la prossima volta.

Raggiungiamo velocemente la boa di ormeggio, c’è solo una barca di subacquei che stanno risalendo. L’acqua nei primi metri è torbidissima ma come sempre, si “apre” in fondo con una visibilità accettabile per godere a pieno dello spettacolo che si può ammirare. Cernie, dentici, salpe, saraghi, qualche aquila di mare e miriadi di castagnole rosse e nere, un “tuffo” al cuore in ogni angolo della secca. Eseguo un passaggio nello “spacco” poi mi dirigo alla “secca di terra” per poi tornare sul “cappello” dove una cernia rossa volteggia tra le salpe. L’aria nelle bombole non è mai abbastanza quando ci si immerge in questo paradiso. Malinconicamente saluto i docili pinnuti per effettuare la risalita e la decompressione, con impresse negli occhi le immagini delle magnifiche cernie che si lasciano ammirare in questo magico tratto di mare.

Punta Campanella con Mimmo

Mi sembra incredibile, ad agosto inoltrato, che solo oggi sia riuscito ad immergermi con il mio caro amico e maestro Mimmo. Abitualmente le immersioni con il Punta Campanella Diving hanno un’unica costante … la presenza del Prof. Roscigno nei pressi della consolle di guida del gommone! Impegni vari lo hanno tenuto lontano ma finalmente ha ripreso possesso del suo mare.

Partiamo alla volta di Punta Campanella dopo aver effettuato un cambio di configurazione della fotocamera. Ho montato il 105 mm al posto del Sigma 15 mm per effettuare delle prove in doppia esposizione. Appena ormeggiati alla boa gialla, mi tuffo e scendo sul panoro a circa -20 metri, mi muovo pochissimo restando quasi sempre in prossimità dei massoni che si sollevano dal fondo. Qui ci sono tanti saraghi fasciati, le tanute, le donzelle e alcuni scorfani. Una piccola cernia mi sorprende nascondendosi prima che possa fotografarla, vedo anche un pesce pappagallo, ma lo perdo quasi subito di vista mentre armeggio con la fotocamera per cambiare le impostazioni di scatto. Attendo il rientro di Mimmo che è sceso lungo la parete ed effettuiamo insieme la decompressione mentre Gianluigi con il rombo del fuoribordo ci segnala che è tempo di risalire dopo 80′ d’immersione. Immancabile poi un selfie ricordo con l’amico Mimmone.

Grotta di Mitigliano con Arturo

Suona la sveglia e contemporaneamente squilla il telefono … è Arturo che vuole sapere quale obiettivo montare. Sono le 6:30 e ieri sera sono andato a dormire all’1:30!

L’appuntamento è per le 7:00 al porto di Sorrento con mia madre per uscire con l’Armarc. Soffia un vento teso di grecale che agita al largo il mare, dopo qualche titubanza durante la quale decidiamo di risalire a casa per prendere gli obiettivi macro che non avevamo predisposto, torniamo al porto. Proviamo ad uscire comunque con direzione Banco di Santa Croce, la nostra meta programmata, ma quando arriviamo nei pressi della Punta Scutolo, decidiamo di tornare indietro e andare ad immergerci a Cala di Mitigliano, dove saremo ridossati dal mare agitato. La navigazione è lunga e ci consente di effettuare anche le modifiche alle nostre attrezzature. Arturo abbandona il Tokina 10-17 mm e monta il Micronikkor 60 mm sulla sua Nikon D7000. Io conservo la configurazione montata, il Sigma 15 mm sulla Nikon D800e, salvo poi cambiare per il Micronikor 105 mm. Raggiungiamo la baia ed ancoriamo nei pressi della grotta. L’acqua è limpida e fredda.

Entriamo all’interno della caverna, mentre Arturo fotografa i tanti gamberi presenti, proseguo verso l’interno e risalgo nel camino che porta in superficie. Mi trattengo pochi attimi perché la risacca si sente forte a livello superficiale e torno subito sul fondo dove mi attende mio fratello. Proseguiamo nel basso passaggio dove un singolo esemplare di Halcampoides purpurea si ritrae nella sabbia rifuggendo la luce dei nostri fari. Passo oltre ed entro nell’ultima camera da un piccolo cunicolo basso ed attendo l’ingresso di Arturo dal percorso principale. Qui troviamo una piccola brotola nera Oligopus ater che vive nella parte completamente oscura della cavità. Effettuiamo i nostri scatti, poi torniamo indietro e mi fermo ad scattare foto all’ingresso. Avviso poi Arturo che ho intenzione di tornare in barca per cambiare obiettivo e lo saluto. Procedo come convenuto, con l’aiuto di mia madre sostituisco la lente e torno in acqua. Trascorro solo qualche altro minuto rendendomi conto che la risacca è fastidiosa e disturba eccessivamente le prove che avevo intenzione di effettuare. Decidiamo quindi di risalire per tornare a casa dove, dopo aver pranzato con la famiglia, mi “schianto” sul letto per una dormita ristoratrice.

Puolo con Punta Campanella Diving – Immersione Notturna

Quella odierna è una giornata complicata, inizia con un temporale ed il funerale di una cara amica, investita sotto casa mentre attraversava sulle strisce pedonali. Prosegue con un appuntamento inderogabile con l’assemblea di condominio dalla quale fuggo via alle 19:15 per un altro inderogabile appuntamento …. con il Punta Campanella Diving!

Passo a prendere la borsa con la fotocamera e raggiungo Massa Lubrense con leggero ritardo sul programma. Quando arrivo i clienti sono vestiti mentre seguono il briefing della loro prima immersione notturna. Ho così il tempo di preparare l’attrezzatura e farmi trovare pronto quando è il momento di salpare. Il meteo promette pioggia, nonostante il bel tramonto che colora l’orizzonte. Il mare è agitato ed alcuni spruzzi ci bagnano nel trasferimento verso la Cala di Puolo.  C’è ancora molta luce quando mi immergo, anticipando di qualche minuto il gruppo. Viste le condizioni meteo variabili, conveniamo con lo staff una durata di 40 minuti d’immersione.

Scendo sul pendio sabbioso in cerca della piccola razza, ma non ne vedo traccia. Sotto i – 20 metri l’acqua è più limpida e mi consente di sorvolare ampie distese del fondo. Ad un tratto vedo nel buio il rosso inconfondibile di una “gallinella”, come sempre, spengo la torcia di ricerca ed accendo il faro montato sulla fotocamera. Incredibilmente perdo più tempo del solito e “perdo” il punto individuato precedentemente e così anche il pesce. Un errore grave ma che è conseguenza delle mie non perfette condizioni psico-fisiche. Proseguo così il mio giro spostandomi verso la parete, dove trovo un  cavalluccio marino, un esemplare femminile di piccole dimensioni, nascosto tra le foglie di Posidonia. Dedico così l’attenzione a scattare con lo snoot, ma del risultato non sono soddisfatto. Finisce così una lunga e pesante giornata, unica nota positiva, aver effettuato una “ricarica” di Azoto!